Lo prendi al volo, ci appoggi sopra due fette di formaggio, lo sciacqui in fretta… e poi arriva la tentazione: “Dai, lo metto in lavastoviglie e via”. Ecco, se stiamo parlando del tagliere di legno, quella è la mossa che potrebbe farti dire addio per sempre al tuo tagliere preferito.

Perché il legno non è un piatto: è un materiale vivo, che assorbe, si gonfia, si ritira. E la lavastoviglie, tra acqua bollente, vapore e detersivi aggressivi, è il suo nemico naturale.

Lavastoviglie non metterlo dentro - RicettaSprint
Lavastoviglie non metterlo dentro – RicettaSprint

È un dettaglio che in cucina, soprattutto quella di tutti i giorni, si sottovaluta spesso, magari quando sei stanca e vuoi solo chiudere tutto in due minuti. Ma il tagliere di legno, se lo tratti male anche solo una volta, cambia faccia: si imbarca, si crepa, diventa ruvido, trattiene odori e alla lunga si rovina davvero.

Perché la lavastoviglie lo “spezza”

La combinazione è micidiale: alte temperature, umidità prolungata e getti d’acqua da ogni lato. Il legno assorbe acqua, si gonfia e poi, asciugandosi in modo irregolare, si ritira. È così che nascono crepe e deformazioni. A questo aggiungi i detersivi: sgrassano in profondità e portano via anche la patina naturale che protegge il legno. Il risultato? Il tagliere diventa secco, ruvido, fragile.

Se ti è già capitato di tirarlo fuori dalla lavastoviglie e trovarlo “curvo” come una barchetta, ora sai perché. Non è sfortuna: è proprio il processo.

Come trattare un tagliere di legno senza impazzire

La buona notizia è che mantenerlo in buone condizioni è più semplice di quanto sembri. Appena finisci di usarlo, soprattutto se ci hai appoggiato formaggio, uova, sugo o qualcosa di unto, fai la cosa più efficace: puliscilo subito. Non serve strofinare per mezz’ora, basta non lasciarlo lì a “marinare”. La pulizia giusta è acqua calda, una goccia di detersivo per piatti e una spugna non abrasiva. Poi risciacqui e asciughi subito. E qui viene il gesto che fa davvero la differenza: non lasciarlo piatto sul lavello a gocciolare, perché sotto resta umido e si deforma. Meglio metterlo in verticale o appoggiarlo in modo che l’aria circoli su entrambi i lati.

Se ha preso odore, succede spesso con cipolla, aglio o formaggi, puoi fare una pulizia “da dispensa”: una passata di limone e sale grosso, oppure bicarbonato con poca acqua. Non fanno miracoli, ma rinfrescano bene la superficie. Poi, sempre: risciacqua e asciuga.

E ogni tanto, quando lo vedi un po’ secco o spento, da un trattamento semplice: un velo d’olio alimentare (olio di semi o olio minerale per uso alimentare) steso con un foglio di carta da cucina. Il legno lo assorbe, si “nutre” e torna più liscio e protetto. Se la mano ti va verso la lavastoviglie, fermati un secondo. Il tagliere di legno non sa sopravvivere a quel trattamento. Un lavaggio a mano fatto bene e un’asciugatura corretta lo fanno durare anni. E quando un oggetto in cucina ti semplifica la vita e fa anche scena… allora sì, vale davvero la pena trattarlo come si deve.