Pasqua, da queste parti, ha il suono delle carte di uova che frusciano e l’odore dei dolci appena sfornati che restano in cucina anche quando la casa si riempie di voci. Tra tutti, la cuddura cu l’ova è quella che parla più chiaro: non è solo un impasto dolce, è un gesto.

La forma cambia, una treccia, una ciambella, un cuore, perfino una colomba improvvisata, ma il messaggio è sempre lo stesso: “ti ho pensato”. Da bambina arrivava in mano come un trofeo, con l’uovo incastrato al centro e le codette colorate che sembravano coriandoli.

Cuddura cu l'ova - RicettaSprint
Cuddura cu l’ova – RicettaSprint

Oggi quel rito si può rifare identico, con la stessa cura: un impasto semplice, ma tecnico quanto basta per reggere la cottura senza spaccarsi, tenere l’uovo fermo e restare profumato anche il giorno dopo.

Un regalo vero: perché i nonni la facevano ai nipoti

La cuddura non era “un dolce qualunque”: era un regalo commestibile, spesso personalizzato, che i nonni preparavano per i nipoti come si farebbe con un giocattolo, ma con farina e mani. L’uovo intero non è un dettaglio decorativo: è simbolo e struttura insieme. Il profumo, invece, lo decide la parte aromatica: scorza di agrumi e un tocco di vaniglia o cannella, senza esagerare.

Ingredienti per 4 cuddure medie:

• 500 g farina 00
• 150 g zucchero
• 100 g burro morbido
• 2 uova
• 120 ml latte
• 10 g lievito per dolci
• scorza grattugiata di 1 arancia non trattata e 1 limone non trattato
• 1 cucchiaino estratto di vaniglia
• 1 pizzico di sale
• 4 uova intere con guscio
• 1 tuorlo e 1 cucchiaio di latte per spennellare
• codette di zucchero.

Ecco come prepare le cuddure di Pasqua

Si parte dall’impasto: in una ciotola si lavora burro e zucchero fino a ottenere una massa morbida. Si uniscono le due uova, una alla volta, poi scorze di agrumi, vaniglia e sale. A parte si setacciano farina e lievito; si incorporano poco alla volta alternando con il latte, fino ad avere un impasto compatto ma non duro. Il punto giusto è quando si stende senza crepe: se si sbriciola, manca liquido; se appiccica troppo, manca farina.

Si avvolge l’impasto e si lascia riposare 20–30 minuti: è il passaggio che rende la formatura più pulita. Nel frattempo si lavano e si asciugano bene le uova con guscio. Non serve lessarle prima: cuoceranno in forno, ma vanno pulite perché entreranno in contatto con l’impasto.

Si divide l’impasto in porzioni e si formano le figure: per una treccia, si fanno due o tre cordoni, si intrecciano e si crea un “nido” centrale. L’uovo si appoggia al centro e si blocca con due striscioline a croce, premute bene ai lati: è il vero segreto, perché impedisce all’uovo di muoversi quando l’impasto gonfia. Le cuddure si trasferiscono su teglia con carta forno, si spennellano con tuorlo e latte, poi si aggiungono codette.

Cottura in forno statico già caldo a 180 gradi per 18–22 minuti (dipende dalla dimensione): devono dorarsi senza scurire. Una volta fuori, si lasciano raffreddare su griglia. La prima fetta va tagliata solo quando sono fredde: da calde sembrano più fragili, da fredde diventano compatte e “da regalo”, proprio come quelle dei nonni.