L’anguria è composta per oltre il 90% da acqua, e 100 grammi apportano solo 30 calorie. Sembrerebbe un alimento perfetto da consumare senza limiti. Il problema è che lo zucchero presente – fruttosio, glucosio e saccarosio – è rapidamente assorbibile.
L’indice glicemico dell’anguria è alto (72), ma il carico glicemico è basso (5 per 100 g) perché il contenuto di carboidrati per porzione è modesto. Questo significa che una piccola quantità non alza la glicemia, ma una porzione abbondante sì.

L’errore più comune è mangiare l’anguria a fine pasto o da sola come spuntino pensando che “non faccia ingrassare”. In realtà, se si supera la dose giornaliera consigliata, il fruttosio in eccesso viene convertito dal fegato in grassi, contribuendo all’accumulo adiposo e al fegato grasso. Inoltre, l’anguria ha un basso contenuto di fibre (0,4 g per 100 g), quindi non dà senso di sazietà. Per questo, è facile mangiarne molta senza accorgersene.
La porzione ideale: 250-300 grammi al giorno (una fetta media) per un adulto sano
Per un adulto sano, una porzione giornaliera di anguria va dai 250 ai 300 grammi, che corrispondono a una fetta spessa circa 2-3 cm (un quarto di anguria media). Questa quantità apporta circa 75-90 calorie e 15-18 grammi di zuccheri, equivalenti a 3-4 cucchiaini di zucchero. Non è una quantità irrilevante, ma è accettabile in una dieta equilibrata.
Chi ha problemi di diabete, insulino-resistenza o sovrappeso dovrebbe limitarsi a 150-200 grammi al giorno, preferibilmente consumata come spuntino lontano dai pasti, non a fine pasto (per evitare il picco glicemico cumulativo). I bambini possono mangiare porzioni più piccole (50-100 g) a seconda dell’età. L’anguria è un ottimo idratante, ma non sostituisce l’acqua: bere è comunque necessario.
Quando evitarla e come integrarla senza esagerare (il trucco della fetta ghiacciata)
L’anguria è sconsigliata a chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile con diarrea (il fruttosio può peggiorare i sintomi) e a chi ha reflusso gastroesofageo (l’acidità può scatenare bruciore). Per evitare di mangiarne troppa, un trucco è tagliarla a cubetti e congelarli: i cubetti di anguria ghiacciata si mangiano più lentamente e danno una sensazione di maggiore sazietà. Si possono anche aggiungere a frullati o insalate.
Un altro accorgimento è non comprare l’anguria già tagliata al supermercato: le porzioni sono spesso sovradimensionate e si finisce per mangiare tutta la vaschetta. Meglio acquistare un pezzo intero e tagliarlo a fette a casa, conservando in frigorifero quelle non consumate. L’anguria è un frutto sano, ma come tutti i frutti, va mangiata con moderazione. La natura non ha creato alimenti illimitati. E l’estate, con la sua abbondanza, non deve trasformarsi in un eccesso. Una fetta al giorno, gustata lentamente, è il giusto equilibrio tra piacere e salute.






