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Acqua di riso fatta in casa, il detergente naturale che costa zero

Ogni volta che sciacqui il riso prima di cuocerlo, o che lo scoli dopo la bollitura, finisce nello scarico un liquido che le donne giapponesi usano da più di mille anni come elisir di bellezza.

L’acqua di riso, quel residuo lattiginoso che sembra insignificante, è in realtà un concentrato di amido, vitamine del gruppo B, vitamina E, aminoacidi e minerali come magnesio, zinco e potassio.

Acqua di riso come detergente – RicettaSprint

La sua azione sulla pelle è duplice: regola il pH naturale dell’epidermide e, grazie all’inositolo (un derivato della vitamina B), favorisce la rigenerazione cellulare, riduce i pori e migliora l’elasticità. L’errore più comune è pensare che un prodotto così semplice non possa essere efficace.

Invece, la ricerca conferma che l’acqua di riso contiene antiossidanti e composti bioattivi che agiscono come un detergente delicato ma potente, capace di rimuovere impurità senza aggredire la pelle. Perfetta per chi vuole evitare prodotti chimici aggressivi e tornare a una beauty routine essenziale, economica e antispreco.

Il metodo dell’ammollo per fare l’acqua di riso e come conservarla

Preparare l’acqua di riso è più semplice di quanto si creda, ma il metodo giusto fa la differenza. La tecnica più efficace e delicata è quella dell’ammollo: si prende mezza tazza di riso (bianco, integrale, basmati o jasmine, purché non trattato) e lo si sciacqua brevemente per rimuovere le impurità superficiali. Poi lo si mette in una ciotola con due tazze d’acqua e lo si lascia riposare per 30-60 minuti. Trascorso il tempo, si filtra il liquido e lo si conserva in una bottiglia di vetro in frigorifero per non più di 3-4 giorni. Se si vuole un’acqua più concentrata e ricca di antiossidanti, si può optare per la fermentazione: si lascia l’acqua di riso a temperatura ambiente per 24-48 ore, finché non sviluppa un leggero odore acidulo. In questo caso, i composti attivi si moltiplicano e l’effetto sulla pelle è ancora più visibile, ma va usata con più cautela e diluita.

L’errore più comune è conservare l’acqua di riso troppo a lungo: dopo 4 giorni in frigo, perde gran parte delle sue proprietà e può iniziare a fermentare in modo indesiderato.

Come usarla nella beauty routine: detergente, tonico e impacco (senza sprechi e senza chimica)

L’acqua di riso può sostituire tre prodotti della tua beauty routine in uno. Come detergente, si applica con un batuffolo di cotone sul viso pulito, massaggiando delicatamente per rimuovere le impurità residue. Come tonico, dopo la detersione, si tampona sulla pelle con un dischetto: restringe i pori, riequilibra il pH e dona un effetto opacizzante immediato, ideale per pelli miste o grasse. Come impacco lenitivo, si può lasciare in posa per 10-15 minuti per calmare arrossamenti e irritazioni. Per potenziare l’effetto, si può aggiungere un goccio di olio essenziale di tea tree o qualche goccia di aloe vera.

La regola pratica è: usala una volta al giorno, preferibilmente la sera, e non sostituirla con un detergente vero e proprio se si indossa trucco waterproof o molto resistente. Se la pelle inizia a seccarsi, riduci la frequenza a 2-3 volte a settimana. La tua pelle, dopo qualche settimana, ti ringrazierà con un incarnato più luminoso, più compatto e visibilmente più sano. Perché la bellezza, a volte, è una questione di attenzione. E di riso. Che, come sempre, dona i suoi frutti. Anche in un bicchiere d’acqua.

Francesca Guglielmino

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Francesca Guglielmino

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