Il profumo delle alici fritte è una di quelle cose che, in Sicilia, ti riportano subito a casa. Basta sentirlo e ti vengono in mente le domeniche in famiglia, la cucina che si scalda, i piatti che girano veloci e quel vassoio che sparisce in pochi minuti perché “una tira l’altra”.
Le alici fritte alla siciliana, quelle fatte come le faceva una nonna catanese, non hanno bisogno di effetti speciali: servono pesce fresco, una panatura semplice e una frittura fatta bene. Il resto lo fa la mano, quella che conosce i tempi e non forza mai.
La bellezza di questa ricetta è che è essenziale. Le alici sono già saporite di loro, quindi non vanno coperte con troppe spezie. Devono restare leggere, croccanti, dorate, con la carne tenera dentro e quella nota di mare che si sente ancora. Per ottenere questo risultato ci sono due passaggi che contano più di tutto: pulizia fatta con cura e asciugatura perfetta prima della panatura.
Perché è una ricetta che rispetta l’ingrediente. Le alici non vanno maltrattate: si puliscono con delicatezza, si asciugano bene e si friggono in olio caldo, senza riempire la padella. È lì che si sbaglia più spesso: troppe alici insieme abbassano la temperatura, la panatura si inzuppa e la frittura diventa pesante. Quando invece cuoci poche alici per volta, vengono asciutte e croccanti, proprio come devono essere.
Si parte dalle alici. Vanno pulite: si elimina la testa, si apre il ventre e si toglie la lisca centrale, ottenendo filetti. Se ti piace la versione più “carnosa”, puoi lasciarle a libro, ma sempre ben pulite. Poi si sciacquano velocemente sotto acqua fredda e qui arriva il passaggio che fa la differenza: si asciugano benissimo. Un canovaccio pulito o carta da cucina, senza fretta. Più sono asciutte, più la farina aderisce e più la frittura viene leggera.
In un piatto largo si mette la semola rimacinata con un pizzico di sale. La semola dà una crosticina rustica e croccante, tipica e perfetta con le alici. Si passano i filetti uno a uno, scuotendo l’eccesso: la panatura deve essere sottile, non un cappotto.
Intanto l’olio va portato alla temperatura giusta. Non deve fumare, ma deve essere caldo e stabile. Si friggono poche alici per volta, giusto il tempo di dorarle: cuociono in un attimo. Appena prendono colore, si scolano su carta assorbente e si salano leggermente solo alla fine, così restano croccanti.
Il limone non va messo in cottura: si serve a parte, perché ognuno se lo dosa. C’è chi le ama “nature” e chi non rinuncia a una spruzzata generosa. In entrambi i casi, la regola è una: si mangiano appena fatte.
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