Il pollo è l’unica carne che non ti lascia spazio alla fantasia del “sarà ancora un po’ rosa ma va bene”.
Ho notato che l’errore nasce quasi sempre da una cosa banalissima: la fretta. Rosoli fuori, senti profumo, tagli per controllare e vedi quella striscia lucida vicino al centro. E lì scatta la tentazione di convincersi: “è solo succoso”.

Con il pollo non è succoso, è incompleto. Non perché il pollo sia “cattivo” di per sé, ma perché è una carne che, se contaminata, non perdona la cottura a metà: i microrganismi che può portare non li batti con l’ottimismo.
Come capire se è cotto davvero: il cuore conta più del colore
La parte importante è capire una distinzione: il pollo può sembrare cotto fuori e non esserlo dentro. Soprattutto se il pezzo è spesso, se lo hai messo in padella da frigo, o se hai alzato la fiamma per fare prima. Il calore corre in superficie, colora, asciuga, ma il cuore resta indietro.
E quando poi lo tagli “per vedere”, hai già perso parte dei succhi, quindi peggiori anche la consistenza. È il classico circolo vizioso: cuoci male, controlli male, asciughi di più.
La soluzione non è cuocerlo finché diventa stoppa.
La soluzione è controllare la cottura nel modo giusto. Il metodo più pulito è la temperatura interna: il pollo si considera sicuro quando il cuore arriva a circa 74 gradi. Se non hai un termometro, devi almeno usare segnali coerenti: taglio nella parte più spessa, carne opaca fino al centro, succhi chiari, nessuna zona gelatinosa vicino all’osso. Ma resta un controllo “a occhio”, e l’occhio, quando hai fame, diventa sempre più generoso.
Cottura perfetta senza seccarlo (e cosa fare se lo trovi rosa)
Come lo cuoci bene senza seccarlo? Io faccio così: padella calda, rosolatura rapida per creare la crosta, poi abbasso la fiamma e copro. Quel coperchio è il trucco che salva la carne: il vapore aiuta il calore a entrare nel cuore senza bruciare fuori. Se il pezzo è molto spesso, lo appiattisco leggermente o lo taglio in modo più uniforme prima di cuocere: la cottura uniforme è metà della sicurezza. In forno, stesso concetto: temperatura stabile e pezzi simili tra loro, altrimenti uno è pronto e l’altro no.
E se te ne accorgi quando è già nel piatto? Qui non si fa teatro: si rimette sul fuoco. Se è davvero “al sangue”, non si mangia e non si “spera”. Il pollo non è una bistecca. Il consiglio pratico che mi sento di dare senza girarci intorno è questo: investi in un termometro da cucina e separa sempre utensili e taglieri tra crudo e cotto. È una spesa piccola che ti evita la cosa più costosa: stare male per una cena fatta di fretta.






