Il limone nei biscotti è un test di onestà: se sbagli dolcificazione, senti subito l’amaro; se sbagli grassi, diventa tutto secco; se sbagli cottura, profuma solo mentre li sforni e poi sparisce.
“Senza zucchero” è proprio la situazione in cui il limone ti mette alle strette, perché lo zucchero non serve solo a dolcificare: trattiene umidità, aiuta la struttura e fa dorare. Quindi sì, si può fare, ma va sostituita la funzione, non solo l’ingrediente.

Questa ricetta è pensata per chi vuole biscotti da dispensa che non ti facciano venire l’ansia del “ne ho mangiati troppi”. Uso eritritolo (o un mix eritritolo + stevia) perché regge bene in forno, ma aggiungo anche una piccola quota di miele o sciroppo (facoltativa): non per “barare”, ma perché migliora texture e colore. Se vuoi davvero zero zuccheri anche naturali, puoi ometterla e aumentare di poco lo yogurt.
La ricetta dei biscotti al limone senza zucchero
Si tratta di una ricetta perfetta per la merenda della settimana, biscotti molto aromatizzati che mantengono il loro sapore intatto, evitando di mettere dentro un eccesso di zucchero. Qui possiamo mettere in atto anche un doppio trucco: scorza di limone (solo la parte gialla) e un impasto che riposa, così l’eritritolo si distribuisce e non resta “granuloso” al morso.
Gli ingredienti che ci serviranno sono:
- 250 g farina 00
- 80 g eritritolo a velo
- 1 uovo medio
- 60 g yogurt greco
- 60 ml olio di semi
- scorza grattugiata di 1 limone non trattato
- 20 ml succo di limone
- 8 g lievito per dolci
- 1 pizzico di sale.
Procedimento croccanti fuori, morbidi dentro, senza effetto “gesso”
Accendo il forno a 170 gradi statico e preparo una teglia con carta forno. In una ciotola lavoro uovo ed eritritolo con una frusta a mano, giusto il tempo di scioglierlo e renderlo uniforme. Unisco yogurt, olio, scorza e succo di limone: qui il profumo si costruisce subito, e il sale serve a farlo “uscire”, non a salare davvero.
Setaccio farina e lievito e li incorporo poco alla volta, mescolando finché l’impasto sta insieme. Non lo voglio duro: deve essere morbido ma lavorabile. Ho notato che l’errore più frequente è aggiungere farina “perché appiccica”: in realtà l’eritritolo tende a seccare in cottura, quindi meglio un impasto leggermente più morbido. Lo copro e lo faccio riposare 15 minuti: si idrata e diventa più facile da formare.
Con le mani leggermente unte formo palline da 20–25 g, le appoggio in teglia e le schiaccio appena. Cuocio 12–14 minuti: devono colorarsi poco, non diventare scuri. Appena fuori dal forno sembrano morbidi, poi si assestano raffreddando. Li lascio 10 minuti sulla teglia e poi su gratella.






