Il frullato “dimagrante” sembra sempre la soluzione perfetta: veloce, fresco, ti dà l’idea di leggerezza. Poi arriva il dubbio pratico: meglio berlo al mattino o nel pomeriggio a merenda?

La risposta non è uguale per tutti, perché dipende da cosa vuoi ottenere nella tua giornata: energia più stabile oppure controllo della fame nervosa.

Un punto però resta fisso: se nel frullato metti mandorle, sono ottime per saziare, ma conviene restare su circa 30 grammi al giorno, altrimenti lo spuntino diventa più “pasto” di quanto immagini.

Quando funziona meglio al mattino e quando al pomeriggio

Al mattino il frullato ha senso se lo tratti come una colazione vera, non come un bicchiere di frutta frullata. Se è solo frutta e acqua, spesso dopo poco torna la fame. Se invece lo rendi più completo con una parte proteica (yogurt greco o latte) e una piccola manciata di mandorle, ti dà una spinta più regolare e ti evita il classico “buco” di metà mattina.

Nel pomeriggio, invece, il frullato diventa spesso ancora più utile: è il momento in cui molti crollano e cercano zuccheri. A merenda può spegnere la voglia di snack, accompagnarti fino a cena e tenere più stabili le scelte, soprattutto se dentro ci sono ingredienti che saziano davvero. Qui le mandorle fanno la differenza, ma proprio per questo vanno dosate: 30 grammi sono più che sufficienti.

Fase finale: come scegliere il momento giusto senza sbagliare

La regola più semplice è scegliere l’orario in cui ti serve di più per non perdere il controllo. Se la mattina parti male e poi “insegui” la fame per ore, mettilo a colazione e costruiscilo completo.

Se invece il problema è la merenda che ti porta a biscotti e spuntini improvvisati, mettilo nel pomeriggio e rendilo saziate con yogurt o latte e mandorle nella misura giusta. In entrambi i casi, il frullato non dimagrisce da solo: ti aiuta quando è bilanciato e quando non ti fa sforare senza accorgertene. Con le mandorle, la differenza la fa proprio quel limite semplice: restare intorno ai 30 grammi al giorno.