Usare la lavastoviglie senza vedere crescere inutilmente i consumi è possibile: dal modo in cui si caricano piatti e bicchieri alla scelta del programma, sono soprattutto le abitudini quotidiane a fare la differenza sulla bolletta.
La lavastoviglie è diventata una presenza abituale in molte cucine, ma continua a essere accompagnata da un dubbio: quanto pesa davvero sui consumi domestici? Acqua ed energia necessarie per ogni ciclo possono far pensare a un elettrodomestico poco conveniente, soprattutto quando l’obiettivo è contenere le spese di casa. In realtà, i modelli più efficienti possono trasformarsi in validi alleati contro gli sprechi, a condizione di utilizzarli correttamente. Risparmiare con la lavastoviglie dipende infatti non soltanto dalla classe energetica dell’apparecchio, ma anche da come viene riempito e dal programma scelto.
Molti degli sprechi nascono da gesti apparentemente innocui. Far partire la macchina con poche stoviglie, stipare i cestelli fino a impedire all’acqua di circolare, usare troppo detersivo oppure scegliere sempre lo stesso ciclo sono comportamenti che possono ridurre l’efficienza. Anche alcune abitudini considerate prudenti, come sciacquare accuratamente i piatti sotto il rubinetto prima di inserirli nella macchina, possono avere l’effetto opposto. Il segreto per ridurre acqua ed energia è ottenere il massimo risultato possibile da ogni singolo lavaggio, evitando di consumare risorse prima, durante e dopo il ciclo.
Uno degli aspetti decisivi riguarda il carico. Aspettare che la lavastoviglie sia piena permette di sfruttare meglio acqua ed energia impiegate durante il ciclo, ma “pieno carico” non significa riempire ogni centimetro disponibile. Piatti, pentole e bicchieri non devono essere ammassati o sovrapposti, perché il getto d’acqua deve riuscire a raggiungere le superfici sporche. Quando questo non accade, il rischio è ritrovarsi con stoviglie ancora da pulire e dover ricorrere a un secondo lavaggio. Una lavastoviglie caricata bene può quindi essere più conveniente di una lavastoviglie semplicemente riempita fino all’orlo. In genere piatti e pentole trovano posto nel cestello inferiore, leggermente inclinati e con la zona sporca rivolta verso il centro, mentre bicchieri, ciotole e tazze vanno sistemati nella parte superiore e capovolti. Anche le posate devono essere collocate negli spazi previsti, facendo particolare attenzione ai coltelli, da inserire in sicurezza.
Una volta sistemato correttamente il carico, entra in gioco il programma. Se la macchina dispone di un ciclo Eco, questa modalità può essere particolarmente utile quando non ci sono stoviglie con incrostazioni difficili. Il programma Eco lavora generalmente a temperature più basse, anche se richiede tempi decisamente più lunghi: la durata può arrivare a diverse ore proprio perché il risparmio energetico viene ottenuto riducendo l’intensità del riscaldamento dell’acqua. La tentazione di scegliere un programma più breve solo perché “finisce prima” può quindi essere ingannevole. Per piccoli carichi, invece, può essere utile verificare se il proprio modello dispone di una specifica funzione mezzo carico. La soluzione migliore resta conoscere le caratteristiche dell’elettrodomestico e scegliere di volta in volta il ciclo più adatto, anziché affidarsi sempre al programma generico.
Tra gli errori più diffusi c’è un’abitudine che sembra perfettamente logica: passare piatti e pentole sotto l’acqua corrente prima di metterli in lavastoviglie. Lo scopo è eliminare lo sporco e facilitare il lavoro della macchina, ma in questo modo si aggiunge al consumo del ciclo quello dell’acqua utilizzata nel lavello. Il prelavaggio manuale sotto il rubinetto può trasformarsi così in uno spreco evitabile. Meglio eliminare i residui solidi di cibo prima di caricare le stoviglie, aiutandosi eventualmente con una posata e gettandoli nell’umido. Per lo sporco più resistente si può invece scegliere, quando necessario, un programma adeguato. Un’altra piccola attenzione riguarda la posizione di bicchieri e recipienti: lasciarli con l’apertura rivolta verso l’alto significa rischiare che si riempiano d’acqua durante il ciclo, peggiorando il risultato e rendendo meno efficace il lavaggio.
Anche il detersivo può incidere sulla qualità del risultato e sugli sprechi. Usarne una quantità superiore al necessario non significa automaticamente ottenere piatti più puliti. Con i prodotti sfusi è importante rispettare le indicazioni previste per il dosaggio, mentre le pastiglie hanno il vantaggio di offrire una quantità già definita. Il comune detersivo per lavare i piatti a mano, invece, non deve essere utilizzato come sostituto di quello specifico per lavastoviglie, perché può produrre una quantità eccessiva di schiuma e creare problemi all’apparecchio. Una corretta manutenzione della lavastoviglie aiuta inoltre a evitare lavaggi poco efficaci e inutili ripetizioni del ciclo. Controllare sale e brillantante contribuisce a limitare calcare, macchie e aloni e a migliorare l’asciugatura. Il sale interviene in particolare sulla durezza dell’acqua e contrasta gli accumuli di calcare all’interno della macchina, mentre il brillantante favorisce lo scorrimento dell’acqua sulle stoviglie. Sono accorgimenti semplici, ma diventano importanti quando l’obiettivo è far funzionare l’elettrodomestico in modo efficiente e ottenere stoviglie pulite al primo tentativo, senza aggiungere altri consumi a quelli realmente necessari.
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