Continuano le indagini attorno alla morte della mamma e della figlia per intossicazione avvenuta a Campobasso. A quanto pare potrebbe essere già stato individuato l’alimento incriminato che avrebbe determinato il decesso.
Nel corso delle ultime settimane, una delle storie che ha lasciato senza ombra di dubbio l’Italia sgomenta riguarda la drammatica morte della quindicenne Sara Di Vita e della madre Antonella.

Così come ricostruito nella prima fase delle indagini da parte degli inquirenti, le due avrebbero consumato normalmente alcuni alimenti insieme ad altri familiari, ma sarebbero rimaste gravemente intossicate, morendo a pochi giorni di distanza l’una dall’altra. Ancora oggi si cerca di capire quale possa essere stato l’alimento effettivamente responsabile.
Mamma e figlia morte per intossicazione: si fanno ancora ipotesi
In questi ultimi giorni sono intervenuti diversi magazine di informazione quotidiana, compreso Open, che ha riferito come siano stati disposti ulteriori accertamenti, tra cui l’autopsia sulle salme. Per i risultati ufficiali, tuttavia, sarà necessario attendere circa 90 giorni, così da fare piena luce su quanto accaduto.
Sono state riportate anche le dichiarazioni del procuratore Nicola D’Angelo, che si sta occupando del caso e che, come riferisce l’ANSA, ha spiegato: “La mera esecuzione di un’autopsia non esaurisce gli elementi da valutare: occorrerà esaminare e analizzare i reperti e per questo bisognerà attendere i risultati ufficiali”.
Nel frattempo, sono stati sequestrati una lunga serie di alimenti nel tentativo di individuare quello incriminato.
Morte sospetta della quindicenne e della madre: si fa luce sugli alimenti
Nel corso delle ultime ore è stato pubblicato un lungo report da parte del magazine Il Fatto Alimentare, che ha fatto luce su alcuni alimenti che potrebbero aver contribuito alla morte delle due donne. È stato già escluso il botulino, inizialmente considerato tra le prime ipotesi investigative, ma restano altre sostanze da prendere in considerazione.
Tra queste figurano le microcistine, tossine prodotte dai cianobatteri che possono accumularsi in molluschi come cozze e vongole; le amanitine, sostanze in grado di provocare un’insufficienza epatica fulminante; e infezioni batteriche invasive come la salmonella, che può colpire l’intestino e coinvolgere anche il fegato. Non si esclude neppure la presenza di aflatossine, muffe prodotte da cereali che possono avere conseguenze molto gravi.
Al momento nessuna ipotesi investigativa è stata esclusa. Come riportato dai quotidiani, resta in campo anche la pista dei funghi velenosi, mentre non è stata del tutto archiviata nemmeno quella del botulino. In particolare, per quanto riguarda i funghi, come riferito da La Repubblica, è possibile che nella pietanza consumata fosse presente anche l’amanita falloide, un fungo estremamente pericoloso, potenzialmente letale anche in piccole dosi.
Attualmente, il padre Giovanni Di Vita rimane ricoverato in ospedale in condizioni che non destano preoccupazione. La figlia maggiore della coppia, invece, non ha accusato alcun sintomo fin dal primo momento. Non resta dunque che attendere gli esami tossicologici per comprendere cosa sia realmente accaduto a Sara e Antonella.






