La prima volta che ho provato a fare dei panini con le gocce di cioccolato “leggeri” mi sono detta: o vengono panini veri, oppure sono solo brioche travestite.

Perché è lì che si inciampa: se carichi di burro e zucchero hai il dolce da pasticceria, buonissimo, ma non quello che puoi mangiare alle 7:30 senza sentirti già in modalità coma.

Bocconcini al cioccolato - RicettaSprint
Bocconcini al cioccolato – RicettaSprint

Ho notato che la chiave, per farli soffici ma non pesanti, è trattarli come un impasto da pane arricchito: poco grasso, dolcezza controllata, idratazione giusta e un trucco banale che cambia tutto, aggiungere le gocce quando l’impasto è già formato, così non “spacchi” la maglia e non ti ritrovi panini che si aprono in cottura.

Colazione più furba con i bocconcini al cioccolato: la ricetta

A casa mia questi panini risolvono due situazioni: la colazione di chi vuole qualcosa di dolce ma non vuole una fetta di torta ogni giorno, e la mezza mattina dei bambini, quando la fame arriva e il pacchetto di merendine sembra la via più facile. Qui invece hai un panino porzionato, che puoi congelare e tirare fuori la sera prima. E soprattutto lo puoi “pilotare” tu: se li vuoi da colazione, li lasci semplici e ci metti magari un velo di yogurt o marmellata; se devono diventare merenda completa, io li abbino a un frutto e a una fonte proteica piccola (un bicchiere di latte, oppure yogurt). Gli ingredienti che ci serviranno, dunque, per questi bocconcini sono solo i seguenti:

  • 300 g farina 0 (oppure metà 0 e metà manitoba per più sofficità)
  • 170 g latte tiepido (anche vegetale)
  • 25 g zucchero
  • 25 g olio di semi o 20 g burro fuso
  • 6 g sale
  • 7 g lievito di birra secco
  • 1 uovo piccolo
  • 80 g gocce di cioccolato
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia o scorza d’arancia

Procedimento per farli soffici, asciutti, senza “effetto brioche pesante”

Io parto sciogliendo lievito e zucchero nel latte tiepido (non caldo: se scotta il dito, è troppo). In una ciotola metto farina e, se lo uso, l’uovo: verso il latte e impasto finché non vedo che l’impasto prende corpo. Aggiungo olio (o burro) e solo alla fine il sale: sembra un dettaglio, ma il sale presto può rallentare il lavoro del lievito.

Quando l’impasto è liscio, lo lascio riposare coperto finché raddoppia: in casa normale ci vogliono 60–90 minuti. E qui faccio la cosa che mi ha evitato panini “spaccati”: stendo leggermente l’impasto, spargo le gocce, richiudo e impasto pochissimo, giusto per distribuirle senza stressare. Formo 8 palline, le metto su teglia e le lascio riposare altri 30–40 minuti.

Cottura: forno statico 180 gradi per circa 15–18 minuti. Appena sfornati li copro con un canovaccio pulito per 10 minuti: il vapore residuo ammorbidisce la crosta e resta l’effetto “panino da colazione”, non pane duro.