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Perché a San Giuseppe mangiamo le zeppole? Come è nato il dolce della Festa del Papà

Perché mangiamo le zeppole di San Giuseppe il 19 marzo, come e quando sono nati questi dolci fantastici e per opera di chi.

Zeppole di San Giuseppe, ogni anno il 19 marzo ne mangiamo almeno una, con gusto. Ed è possibile anche addentarle in altri periodi dell’anno ormai, in certe zone. Perché le zeppole rappresentano un grande classico anche al di fuori del giorno di San Giuseppe e della Festa del Papà. Ma è a questo evento che questo dolce è indissolubilmente legato. La Campania fa da capofila in tal senso.

Perché a San Giuseppe mangiamo le zeppole? Come è nato il dolce della Festa del Papà – ricettasprint.it

Per quanto riguarda la loro preparazione la ricetta odierna delle zeppole di San Giuseppe vede l’impiego di una pasta choux, simile a quella dei bignè. Questa viene o fritta o cotta al forno. Una volta raffreddate, le zeppole ottengono poi la loro tipica farcitura con crema pasticcera e le decorazioni a base di amarene sciroppate. In alcune varianti si possono trovare anche altre farciture o decorazioni, ma la crema pasticcera e le amarene sono le più comuni.

Di dove sono originarie le zeppole?

Il legame tra le zeppole e la festa del papà è quindi sia religioso che culturale. Il dolce rappresenta l’apprezzamento per i padri e viene condiviso in famiglia durante le celebrazioni. Nonostante sia considerata una specialità della pasticceria napoletana, le origini della zeppola risalgono addirittura ai tempi dell’antica Roma.

Il 17 marzo (che ai tempi rappresentava il primo mese dell’anno, composto a sua volta da dieci mesi e che finiva con il settimo, l’ottavo, il nono ed il decimo mese: settembre, ottobre, novembre e dicembre per l’appunto) si celebravano le Liberalia, ovvero feste e libagioni in onore delle divinità del vino e del grano. Per omaggiare le divinità Bacco e Sileno, si friggevano nello strutto bollente semplici frittelle di frumento.

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Di dove sono originarie le zeppole? – ricettasprint.it

Con l’avvento dell’imperatore Teodosio II, vissuto nel V secolo d.C., tutto cambiò: questi proibì qualsiasi culto pagano, Liberalia compresi. Ma ormai la tradizione era talmente radicata che le zeppole continuarono a esistere. Semplicemente, vennero assimilate dal Cristianesimo, che fissò due giorni più tardi la festa di San Giuseppe. E questa cosa che vede il Cristianesimo fare sue le usanze pagane ha rappresentato una costante nel corso della storia.

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Quando la zeppola è diventata “moderna”

La zeppola di San Giuseppe come la intendiamo noi sembra sia stata però creata verso il 1700, grazie alle monache dello Splendore e della Croce di Lucca per alcuni. Od a quelle di San Basilio del Monastero di San Gregorio Armeno a Napoli.

Quando la zeppola è diventata “moderna” – ricettasprint.it

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Invece la prima ricetta ufficiale delle zeppole di San Giuseppe è del 1837 e portò la firma di Ippolito Cavalcanti, Duca di Buonvicino, napoletano. Questo personaggio inserì questa ricetta all’interno del Trattato di Cucina Teorico-Pratico.

Salvatore Lavino

Classe 1985, giornalista pubblicista con una più che decennale esperienza nel settore e con migliaia di articoli prodotti in merito ai temi più disparati. Attualmente impegnato con diverse collaborazioni che trattano di vari argomenti, tra ecologia, cucina, sport, attualità, benessere e molto altro.

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