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Perché si dice “Fare la scarpetta”? La storia curiosa dietro l’espressione più gustosa d’Italia

Non ti sei mai domandato da che cosa derivi l’espressione “fare la scarpetta”?. La spiegazione su come e quando è nato questo modo di dire.

Perché si dice “fare la scarpetta?”. Questa consuetudine la facciamo bene o male tutti. La impariamo da bambini, un po’ per gioco ed un po’ per fare si che mangiamo tutto, come esigono i genitori, e poi ce la portiamo avanti anche una volta che diventiamo adulti. Si tratta di una usanza tipicamente italiana, che racconta molto anche di quella che è la storia del nostro Paese. Non si butta via niente e lasciare una salsa, un sugo o qualsiasi altro condimento sarebbe un gran peccato, una volta finito il piatto.

Perché si dice “Fare la scarpetta”? La storia curiosa dietro l’espressione più gustosa d’Italia – ricettasprint.it Foto screenshot CasaSurace

Niente di meglio e di più pratico quindi che concedersi una coda di gusto grazie ad un pezzo di pane, con il quale ripulire l’intero fondo. Fino a non lasciare più niente. Qual è la storia della scarpetta però, perché si dice “fare la scarpetta”, e dove e quando nasce tutto questo? Le teorie più accreditate ci portano indietro nel tempo, in una Italia contadina, fatta di piatti semplici, sughi ricchi e zero sprechi, proprio perché la povertà non concedeva il lusso di buttare via niente.

Perché si dice “fare la scarpetta”?

Una teoria popolare sostiene che il termine “scarpetta” richiami l’idea di pulizia. Così come una scarpa serve per calpestare e “ripulire” il terreno mentre camminiamo, il pane sarebbe metaforicamente una scarpetta che ripulisce il piatto dai residui del sugo. Un’altra ipotesi, più folkloristica, racconta che la parola potrebbe derivare dal dialetto.

Perché si dice “fare la scarpetta”? – ricettasprint.it

In alcune regioni del sud, infatti, “scarpetta” potrebbe essere un diminutivo affettuoso usato per indicare qualcosa di piccolo, umile, proprio come un pezzo di pane usato per raccogliere il condimento. Un’altra curiosa interpretazione lega l’espressione al concetto di “fare la figura della scarpetta”, ovvero assumere un comportamento semplice o umile.

Fare la scarpetta, in effetti, è un gesto informale, spesso fatto senza troppe cerimonie, e in passato poteva essere visto anche come poco elegante in contesti formali. Nonostante questo, il gesto ha mantenuto il suo fascino, diventando un vero e proprio simbolo dell’autenticità italiana a tavola. Il tutto pare sia nato tra XIX e XX secolo.

La scarpetta unisce tutti da Nord a Sud

Ed ancora, c’è anche chi pensa che “fare la scarpetta” derivi dal giro che il pezzo di pane fa, il quale percorre l’intera circonferenza del piatto proprio come fanno le scarpe quando le indossiamo per andare a camminare.

E nonostante c’è chi ritiene che questa usanza non sia elegante, la sua genuinità andrebbe invece vista come il gesto massimo di apprezzamento per fare sapere a chi ha cucinato che quel piatto ci è veramente piaciuto. E che bello sapere che molti ristoranti incoraggiano questo comportamento tipicamente italiano.

La bellezza dell’espressione “fare la scarpetta” sta anche nella sua diffusione: tutti gli italiani, da Nord a Sud, sanno cosa significa e la praticano. È un gesto che unisce, che richiama alla memoria cene in famiglia, sughi della nonna, domeniche lente e piene di sapori. Si tratta quindi di un gesto semplice ma intriso di tradizione.

Salvatore Lavino

Classe 1985, giornalista pubblicista con una più che decennale esperienza nel settore e con migliaia di articoli prodotti in merito ai temi più disparati. Attualmente impegnato con diverse collaborazioni che trattano di vari argomenti, tra ecologia, cucina, sport, attualità, benessere e molto altro.

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Salvatore Lavino

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