Il piano a induzione è comodo proprio perché è “pulito”: niente griglie, niente bruciatori, superficie liscia. Ed è anche il motivo per cui si rovina in fretta, se lo tratti come un fornello qualunque.

Ho notato che la maggior parte dei graffi non arriva da chissà quale disastro, ma da gesti automatici: spugna sbagliata, lato abrasivo usato con rabbia, granelli di sale o zucchero trascinati come carta vetrata. Il risultato è quella ragnatela di segni opachi che, più che “non funziona”, fa sembrare il piano sempre sporco e ti toglie la scorrevolezza delle pentole.

Come pulire il piano cottura a induzione - RicettaSprint
Come pulire il piano cottura a induzione – RicettaSprint

Mettiamola così: l’induzione sotto è tecnologia, sopra è vetroceramica. Non è fragile come un bicchiere, ma si graffia come un vetro. E quando il vetro si graffia, trattiene più calcare, più unto, più aloni. È un circolo vizioso.

La regola d’oro: prima si scioglie, poi si stacca

Io parto sempre da un presupposto: se gratto, ho perso. Quello che sembra “incrostazione” spesso è solo zucchero caramellato, amido secco, residuo di latte o sugo che ha fatto crosta. La cosa più intelligente è reidratarlo, non attaccarlo.

La routine che mi salva è semplice: piano spento e tiepido, non bollente. Passo un panno in microfibra umido con acqua calda e lo lascio appoggiato sulla macchia 2–3 minuti. In quel tempo lo sporco si ammorbidisce e smette di essere una pietra. Solo dopo intervengo.

Che spugna usare (e quale evitare sempre sul piano cottura a induzione)

La spugna “classica” dei piatti con lato verde abrasivo io la tengo lontana dall’induzione. Anche se sembra morbida, quel lato è fatto per graffiare leggermente e staccare: sul vetroceramica lascia microsegni che poi diventano opacità.

Quello che funziona davvero è:

  • panno in microfibra (quello buono, non ruvido)
  • spugna morbida non abrasiva (tipo cellulosa)
  • carta da cucina solo per togliere unto, senza strofinare forte

Se hai residui secchi ostinati, la soluzione non è “spugna più cattiva”, è raschietto specifico per vetroceramica con lama. Sembra aggressivo, ma usato piatto e con angolo basso è più sicuro di una spugna abrasiva, perché taglia il residuo senza rigare il vetro.

Come pulisco io, passo dopo passo, senza aloni e senza segni

Dopo l’ammollo con panno caldo, metto una goccia di detersivo per piatti o un prodotto specifico per induzione e passo con microfibra. Se c’è calcare (aloni bianchi), uso una soluzione leggera di aceto o acido citrico: pochissimo, solo sulla zona, e poi risciacquo con panno umido. L’acido scioglie i sali minerali, ma se lo lasci lì ti può lasciare striature, quindi va sempre “chiuso” con un passaggio d’acqua pulita.

Asciugo subito con un panno asciutto: è questo che evita l’effetto “vedo tutto controluce”.