La puzza di frittura non è “odore di cucina”: è olio aerosolizzato che si attacca a tutto, e quando dico tutto intendo tende, capelli, divano, persino il pigiama che non c’entra niente.
Io l’ho capito la sera in cui ho fritto due zucchine “al volo” e il giorno dopo, aprendo l’armadio, mi è tornata in faccia la stessa nota pesante. Ho notato che non serve arieggiare cinque minuti: se non intercetti quell’aria grassa mentre nasce, lei si posa e resta.
Il trucco che mi hanno passato in cucina (quello vero, da chi frigge sul serio) è semplicissimo e un po’ spiazzante: non profumare, “cattura”. La frittura produce particelle e composti volatili che hanno bisogno di una superficie su cui fermarsi. Se tu quella superficie la crei in modo intelligente, e non con lo spray che si mescola all’odore, dimezzi il problema prima ancora di aprire le finestre.
Sì, è aceto. Ma non è il solito “metti l’aceto e sparisce tutto” raccontato così, a caso. Funziona perché l’aceto (acido acetico) in ambiente caldo rilascia vapori che aiutano a “rompere” la percezione dei composti alcalini e amminici dell’odore di fritto e, soprattutto, crea una nuvola umida che fa precipitare parte delle particelle oleose. Io faccio così: metto un pentolino sul fuoco con 300 ml d’acqua e 2 cucchiai di aceto bianco (o di mele, se vuoi un odore più morbido). Lo porto a sfiorare il bollore e lo lascio lì, a fiamma bassissima.
Il dettaglio che cambia tutto è il timing: il pentolino va acceso prima di iniziare a friggere, non dopo, quando ormai l’odore ha già colonizzato la casa. Se lo fai partire mentre scaldi l’olio, ti ritrovi un ambiente più umido e “contenitivo”. E no, la cucina non sa di insalata: l’aceto non deve bollire forte, deve solo evaporare piano. Se esageri con la fiamma, ti fai del male da sola.
La prima mossa è banale, ma me la devo imporre: coperchio a metà o paraschizzi sempre. Non per “cuocere” (non vogliamo vapore sull’olio), ma per ridurre lo spray d’olio in aria. La seconda: olio alla temperatura giusta. Quando friggi troppo basso, l’alimento assorbe olio e l’odore diventa più persistente. Io ormai vado a sensazione, ma se vuoi un numero: tra 170 e 180°C è la zona sicura per la maggior parte delle fritture.
La terza: appena finisco, butto dentro la padella ancora calda una manciata di carta assorbente (con le pinze) per “bere” i residui, poi chiudo l’olio in un contenitore. L’errore che non rifaccio più è lasciare la padella con l’olio usato sul fornello “tanto poi ci penso”: è un diffusore di odori gratuito.
Chiudo con il consiglio più pratico che posso darti: se sai che friggerai, prepara prima il pentolino con acqua e aceto e tieni già pronta una finestra in micro-apertura. La differenza la senti il giorno dopo, non mentre friggi: quando entri in cucina e non ti sembra di avere addosso ancora la frittura di ieri.
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