Reni e fegato sono due degli organi più esposti quando si parla di consumo abituale di additivi e dolcificanti: uno studio recente richiama l’attenzione sui possibili rischi legati a un’assunzione costante e spesso sottovalutata.
Negli ultimi anni, complice l’aumento dei prodotti “senza zucchero” o “light”, l’uso di additivi e dolcificanti è diventato parte della dieta quotidiana di molte persone. Bevande, snack, yogurt, prodotti da forno industriali e persino alimenti considerati salutari contengono sostanze pensate per migliorare gusto e conservazione. Proprio questa diffusione capillare rende difficile rendersi conto delle quantità realmente assunte ogni giorno.
Secondo quanto riportato dalla fonte, l’attenzione degli esperti si concentra soprattutto su reni e fegato, due organi fondamentali per la depurazione dell’organismo. Sono loro, infatti, a dover metabolizzare ed eliminare molte delle sostanze introdotte con l’alimentazione, comprese quelle considerate sicure entro determinati limiti.
Il fegato è il principale laboratorio chimico del corpo umano. Ogni additivo o dolcificante ingerito passa da qui, dove viene trasformato per poter essere utilizzato o eliminato. Un carico eccessivo e costante può però rappresentare uno stress metabolico, soprattutto se associato a uno stile di vita sedentario o a una dieta già ricca di alimenti ultra-processati.
I reni, invece, svolgono il compito di filtrare il sangue ed espellere le sostanze di scarto attraverso le urine. Alcuni additivi e dolcificanti vengono eliminati proprio per via renale, aumentando il lavoro di questi organi. In soggetti predisposti o con funzionalità renale già ridotta, questo meccanismo potrebbe favorire un peggioramento progressivo della situazione.
Secondo l’esperto citato dalla fonte, il problema non è il consumo occasionale, ma l’esposizione continua e cumulativa. Molte persone assumono additivi e dolcificanti più volte al giorno senza rendersene conto, sommando piccole quantità provenienti da alimenti diversi. Questo accumulo quotidiano è ciò che desta maggiore preoccupazione.
Alcuni studi osservazionali suggeriscono una possibile correlazione tra consumo abituale di dolcificanti e alterazioni della funzione epatica e renale, soprattutto nel lungo periodo. Non si parla di effetti immediati, ma di cambiamenti lenti, difficili da collegare direttamente a una singola causa, e proprio per questo spesso sottovalutati.
I dolcificanti vengono spesso percepiti come una scelta più sana rispetto allo zucchero. Tuttavia, l’idea che siano sempre innocui è fuorviante. Pur apportando poche o nessuna caloria, queste sostanze non sono neutre per l’organismo e richiedono comunque un processo di metabolizzazione.
L’esperto sottolinea come l’uso abituale di dolcificanti possa anche alterare la percezione del gusto dolce, spingendo a cercarne sempre di più. Questo meccanismo può influenzare indirettamente le abitudini alimentari, portando a un consumo maggiore di prodotti industriali e a un allontanamento da cibi freschi e naturali.
Gli additivi alimentari hanno una funzione tecnologica precisa e sono autorizzati entro limiti considerati sicuri. Tuttavia, la dieta moderna espone a un numero elevato di additivi diversi, spesso assunti nello stesso pasto. È proprio questa combinazione continua a rappresentare un terreno ancora poco esplorato dalla ricerca.
Secondo la fonte, il fegato è particolarmente sensibile a questo sovraccarico, soprattutto quando deve gestire contemporaneamente grassi, alcol, farmaci e sostanze di sintesi. Ridurre l’esposizione complessiva può aiutare a preservarne la funzionalità nel tempo, soprattutto in età adulta e avanzata.
L’esperto non parla di allarmismo, ma di consapevolezza. Non è necessario eliminare completamente additivi e dolcificanti, ma imparare a riconoscerli e limitarne l’uso quotidiano. Scegliere alimenti meno trasformati e leggere le etichette diventa un gesto di prevenzione.
Alternare prodotti industriali con cibi freschi, ridurre le bevande dolcificate e abituarsi gradualmente a sapori meno intensi può fare la differenza. Reni e fegato traggono beneficio da una dieta più semplice, che riduce il carico di sostanze da filtrare e metabolizzare.
Il messaggio che emerge è chiaro: gli additivi e i dolcificanti non sono il male assoluto, ma il loro consumo quotidiano e inconsapevole può diventare un problema. Prestare attenzione oggi significa tutelare due organi fondamentali per la salute generale domani, senza rinunce drastiche ma con scelte più equilibrate e informate.
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