Compriamo una bella pianta di rosmarino, la sistemiamo sul balcone e iniziamo a prendercene cura annaffiandola praticamente ogni giorno.

Dopo qualche settimana, però, qualcosa non torna: i rametti perdono vigore e la pianta sembra stare peggio nonostante tutte le nostre attenzioni. Il problema potrebbe essere proprio l’acqua.

Ogni quanto annaffiare il rosmarino - RicettaSprint
Ogni quanto annaffiare il rosmarino – RicettaSprint

Il rosmarino sopporta abbastanza bene brevi periodi di terreno asciutto, mentre teme particolarmente i ristagni. Per capire quando annaffiarlo, quindi, il calendario non è sempre il nostro migliore alleato.

In estate non significa necessariamente acqua tutti i giorni

Non esiste una regola come “annaffiare il rosmarino ogni tre giorni” valida per qualsiasi pianta. Temperatura, esposizione al sole, vento, dimensioni del vaso e tipo di terriccio possono cambiare moltissimo la velocità con cui l’acqua evapora.

Durante l’estate una pianta coltivata in un piccolo vaso esposto per molte ore al sole avrà inevitabilmente bisogno di controlli più frequenti. Questo, però, non significa bagnarla automaticamente ogni mattina.

Prima di prendere l’annaffiatoio possiamo fare una cosa semplicissima: toccare il terreno con un dito per qualche centimetro. Se è ancora umido, possiamo aspettare. Se invece lo strato superficiale è asciutto e anche poco più sotto il terriccio non presenta molta umidità, è probabilmente arrivato il momento di annaffiare.

Quando lo facciamo, bagniamo bene il terreno e lasciamo uscire l’acqua in eccesso dai fori di drenaggio. Se utilizziamo un sottovaso, evitiamo che rimanga continuamente pieno d’acqua.

Foglie secche? Non significa sempre che il rosmarino abbia sete

Vedere il rosmarino sofferente può spingerci ad aggiungere altra acqua, ma è proprio qui che possiamo peggiorare la situazione. Terreno costantemente bagnato e scarso drenaggio possono favorire problemi alle radici, fino al marciume.

Per questo il vaso deve avere fori adeguati e il substrato dovrebbe drenare facilmente. Se dopo aver annaffiato troviamo il terreno ancora fradicio parecchio tempo dopo, vale la pena controllare drenaggio e condizioni del vaso invece di continuare con altra acqua.

Anche la stagione cambia le necessità della pianta. Con temperature più basse e una crescita rallentata, generalmente le annaffiature diventano meno frequenti. Continuiamo quindi a controllare il terreno invece di mantenere la stessa routine utilizzata ad agosto.

Un rosmarino appena trapiantato o una pianta molto giovane, inoltre, può richiedere attenzioni differenti rispetto a un esemplare ormai ben sviluppato. Le prime settimane sono importanti per evitare che il substrato si asciughi eccessivamente, senza però mantenerlo sempre zuppo.

Quindi, ogni quanto dobbiamo annaffiare il rosmarino? Quando il terreno ne ha realmente bisogno. Durante le giornate estive controlliamolo frequentemente, soprattutto se il vaso è piccolo e molto esposto al sole, ma lasciamo asciugare il substrato tra un’annaffiatura e l’altra.