Sbucciare una mela o una pera significa privarsi di una quantità significativa di sostanze benefiche. La buccia contiene infatti la maggior parte delle fibre, delle vitamine e dei composti antiossidanti del frutto.
Una mela mangiata con la buccia fornisce il 15% in più di vitamina C, il 267% in più di vitamina K, il 20% in più di calcio e l’85% in più di fibre rispetto allo stesso frutto sbucciato.
Inoltre, la buccia della mela contiene da sei a otto volte più polifenoli, molecole antiossidanti, rispetto alla polpa. Nella pera, la situazione è simile: la buccia contiene composti fenolici da 3 a 4 volte superiori a quelli della polpa e circa la metà delle fibre totali del frutto. Le fibre, in particolare, rallentano l’assorbimento degli zuccheri, aumentano il senso di sazietà e favoriscono il transito intestinale. Mangiare la frutta con la buccia non è un vezzo, ma una scelta nutrizionale consapevole.
La mela e la pera sono i candidati ideali: la loro buccia è sottile, commestibile e ricca di sostanze benefiche. La buccia della pera contiene anche acido ursolico, una sostanza oggetto di ricerca per i suoi potenziali effetti antinfiammatori. Anche la pesca, al netto di allergie o intolleranze, è consigliata con la buccia, che contiene fibra utile per la regolazione del sistema digestivo e per mantenere un corretto livello di colesterolo. L’albicocca, il kiwi e la prugna rientrano in questa lista.
L’eccezione, in questo gruppo, è la banana: la sua buccia non è commestibile. Per tutti gli altri, la regola è chiara: se la buccia è sottile e non presenta trattamenti superficiali aggressivi, va mangiata. L’unica accortezza riguarda le pesche e le nettarine: la loro peluria può essere fastidiosa per alcuni, ma un semplice lavaggio sotto l’acqua corrente la rimuove senza problemi.
Mangiare la frutta con la buccia ha un unico contro: i residui di pesticidi e trattamenti superficiali. La soluzione non è sbucciare, ma lavare correttamente. L’acqua corrente non basta: per rimuovere efficacemente i residui superficiali, si può lasciare la frutta in ammollo per 10-15 minuti in acqua con un cucchiaino di bicarbonato di sodio.
Questo metodo è in grado di eliminare fino all’80-90% dei pesticidi presenti sulla superficie. In alternativa, si può usare un apposito detergente per frutta e verdura o strofinare delicatamente con una spugnetta morbida. Se la frutta è biologica, il problema è minore, ma il lavaggio resta comunque consigliato. Sbucciare la frutta per paura dei pesticidi significa rinunciare a una quantità significativa di nutrienti. La scelta giusta non è eliminare la buccia, ma lavarla come si deve.
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