Uno scrub corpo fatto in casa è una di quelle piccole abitudini che sanno di “cura di sé”, senza bisogno di spese inutili o prodotti complicati. Si prepara in pochi minuti, profuma come vuoi tu e, soprattutto, regala quella sensazione immediata di pelle più liscia e morbida che spesso manca nei periodi in cui si va sempre di corsa.

La parte più importante, però, non è solo la ricetta: è capire come conservarlo bene. Perché lo scrub fai-da-te, se entra acqua nel barattolo o se la base non è stabile, può cambiare consistenza, perdere profumo e rovinarsi prima del tempo.

Scrub fatto in casa come conservarlo - RicettaSprint
Scrub fatto in casa come conservarlo – RicettaSprint

La logica di uno scrub casalingo è semplice, ed è proprio questa essenzialità a farlo funzionare. Serve una parte “granulosa” che esfolia, come lo zucchero, e una parte emolliente che rende tutto più delicato, come un olio vegetale. Lo zucchero è l’opzione più gentile e versatile: non graffia, si scioglie gradualmente e va bene anche su pelli non abituate all’esfoliazione. L’olio, invece, trasforma il gesto in una coccola: ammorbidisce, nutre e lascia la pelle meno “tesa” dopo la doccia. Il risultato è uno scrub che non sembra una carteggiatura, ma un trattamento semplice e casalingo.

Attenzione allo scrub fatto in casa: poche regole

Per prepararlo basta mescolare zucchero e olio fino a ottenere una consistenza densa, “bagnata” ma non liquida. L’equilibrio è lì: se metti troppo olio diventa scivoloso e cola, se ne metti troppo poco risulta secco e meno piacevole. Una volta trovata la consistenza giusta, puoi aggiungere un tocco profumato. La scorza di limone o arancia dona una nota fresca e pulita, mentre qualche goccia di olio essenziale può rendere lo scrub più rilassante o più energizzante, a seconda del profumo scelto. La regola, in questo caso, è non esagerare: lo scrub deve essere piacevole, non invadente.

Anche il modo in cui lo si usa fa la differenza. Lo scrub non va applicato sulla pelle asciutta, ma su pelle umida, con movimenti circolari leggeri. Le zone che di solito beneficiano di più sono gambe, braccia, gomiti e talloni. Non serve insistere troppo: l’esfoliazione deve essere delicata, soprattutto se la pelle è sensibile. Una o due volte a settimana sono più che sufficienti; farlo ogni giorno rischia di irritare e ottenere l’effetto opposto, ovvero pelle più reattiva e secca.

La vera differenza sta qui

La vera differenza, però, arriva con la conservazione. Uno scrub fatto in casa si rovina quasi sempre per lo stesso motivo: l’acqua. Se si preleva il prodotto con le mani bagnate sotto la doccia, l’acqua entra nel barattolo, scioglie lo zucchero e crea un ambiente che, col tempo, può generare odori sgradevoli o addirittura muffe. Per evitarlo basta un’abitudine semplice: barattolo pulito e perfettamente asciutto, e prodotto da prelevare con un cucchiaino asciutto. È un gesto piccolo, ma è quello che allunga davvero la vita dello scrub.

Anche la scelta del contenitore conta. Un barattolo in vetro con chiusura ermetica è ideale perché non assorbe odori e protegge meglio dall’umidità. Va conservato in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e dal vapore diretto della doccia. Se la ricetta è essenziale (zucchero e olio, con profumi “secchi” come essenze), si conserva bene a lungo. Se invece aggiungi ingredienti freschi, come scorze umide o altri elementi “vivi”, la durata si accorcia e conviene usarlo nel giro di pochi giorni.