La notizia ufficiale è arrivata proprio nel corso delle ultime ore: le amatissime bustine di ketchup e maionese, a quanto pare, non le troveremo più nei ristoranti… un vero shock per tutti gli appassionati di salse di condimento.
Al ristorante le prendono tutti: si tratta di quell’oggetto minuscolo che fa da sfondo a un gesto automatico: strappare la bustina, schiacciare, buttare. Ketchup sulle patatine, maionese nel panino, zucchero nel caffè. Proprio perché è così quotidiano, l’idea di non trovare più le monodosi fa effetto.

Eppure, la direzione è chiara: l’Unione Europea sta stringendo le regole sugli imballaggi e, nel mirino, finiscono anche le confezioni monouso “da tavolo”, comprese le bustine di salse e condimenti.
Bustine di ketchup e maionese bandite: ma cosa sta succedendo?
Attenzione, attenzione, attenzione… perché attorno alla notizia, però, si è fatta confusione. In questi giorni molte ricostruzioni hanno parlato di un divieto “da agosto 2026”, come se dalle prossime vacanze estive le bustine sparissero già dai ristoranti. In realtà, il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR) prevede un percorso graduale: alcune disposizioni entrano in applicazione prima, ma il divieto per specifici formati di imballaggio monouso, tra cui le porzioni individuali per condimenti (salse, creamer, zucchero e simili), è indicato con un orizzonte dal 1° gennaio 2030.
Questo significa che non è “domani” che le bustine svaniscono ovunque. Significa che il settore dell’ospitalità e della ristorazione dovrà attrezzarsi per tempo, e che le alternative che già si vedono in molti locali diventeranno la norma: dispenser ricaricabili, bottiglie dosatrici, contenitori riutilizzabili.
Le bustine vanno via… ma è solo una questione di igiene?
È un’obiezione comprensibile, perché le monodosi sembrano “più pulite” per definizione. Nella pratica, però, la ristorazione lavora da sempre con contenitori condivisi (olio, aceto, sale, pepe) e la questione igienica dipende più dalla gestione del locale che dal formato. I sistemi a pompa e i dosatori chiusi, ad esempio, riducono contatto e sprechi meglio delle bustine sparse sui tavoli. Dal punto di vista del cliente cambierà l’esperienza: meno confezioni, meno rifiuti immediati, più “servizio” anche per i condimenti.
C’è poi un aspetto che tocca la routine di tutti: il confine tra consumo sul posto e asporto. Le norme europee puntano soprattutto a ridurre l’usa e getta dove esistono alternative riutilizzabili, in particolare nel consumo “on site” dell’HORECA; è lì che le monodosi diventano più difficili da giustificare.
La fase finale, per chi mangia fuori, è più semplice di quanto sembri: ci si abituerà a chiedere il condimento “a parte”, come si fa già, ma arriverà in un formato diverso.






