Ti sembra di non vedere risultati, poi metti un paio di jeans e ti accorgi che qualcosa è cambiato. Il punto è che il grasso addominale spesso non si “racconta” bene con la bilancia: tra ritenzione, ciclo, sale in eccesso e giornate più sedentarie, il peso può restare fermo anche quando il girovita sta scendendo.

Per questo misurarsi in centimetri è il modo più immediato per capire se stai perdendo davvero, e soprattutto quanto. Non serve ossessionarsi, ma serve farlo bene. Una misura presa male (troppo alta, troppo bassa, pancia tirata in dentro, metro storto) ti confonde più di quanto ti aiuti.

Grasso addominale come si misura - RicettaSprint
Grasso addominale come si misura – RicettaSprint

Invece, se impari due regole semplici e le ripeti sempre uguali, in pochi minuti hai un dato affidabile e confrontabile: e lì sì che capisci subito se hai perso centimetri.

Grasso addominale: dove si misura il girovita

Quando si parla di “cm sull’addome”, la misura più utile è la circonferenza vita. Il riferimento più pratico, per la vita di tutti i giorni, è misurare all’altezza dell’ombelico oppure a metà strada tra l’ultima costola e la parte alta dell’osso dell’anca. L’importante è scegliere un punto e mantenerlo sempre, perché cambiare altezza di un paio di centimetri può cambiare il numero.

La seconda misura che aiuta a capire meglio i cambiamenti è la circonferenza dei fianchi, nel punto più largo (di solito all’altezza dei glutei). Non è una gara tra numeri: serve per vedere se stai “stringendo” soprattutto in vita o se stai cambiando in modo più uniforme.

Come misurarti in cm nel modo corretto?

Il momento migliore è al mattino, a digiuno, dopo essere andata in bagno. Stai in piedi, rilassata, addome non trattenuto e spalle morbide. Appoggia il metro da sarta attorno alla vita, parallelo al pavimento: né inclinato né “a sorriso”. Deve aderire alla pelle, ma senza stringere. Il gesto che cambia tutto è respirare normalmente e poi misurare a fine espirazione: non in apnea e non “gonfiando” la pancia.

Segna il numero e ripeti una seconda volta: se cambia, significa che il metro non era nella stessa posizione o che stavi stringendo. Quando ottieni due misure simili, quella è la tua. A quel punto, per capire “quanto hai perso”, non serve misurarti ogni giorno: una volta a settimana è più che sufficiente, sempre nello stesso giorno e orario. In pratica, stai fotografando una tendenza, non giudicando ogni singola giornata.

Un dettaglio utile, soprattutto se ti senti spesso gonfia: annota anche com’era stata la tua settimana. Troppo sale, poco sonno, pochi liquidi e tanti cibi pronti possono aumentare la ritenzione e farti vedere 1–2 cm in più temporanei. Al contrario, quando mangi più “pulito” (piatti semplici, verdure cotte, proteine leggere, meno snack salati), spesso il girovita scende anche prima del peso.

Se in due o tre settimane il girovita scende anche solo di 1–3 cm, è un segnale concreto che stai cambiando. Se la bilancia non si muove ma i centimetri sì, di solito stai andando nella direzione giusta: meno gonfiore, più tono, migliore gestione delle porzioni. Se invece i centimetri non cambiano mai, può essere un problema di costanza (sale, alcol del weekend, porzioni “a occhio”) o di strategia (troppo poco movimento, troppi extra nascosti).