Il farro, se lo tratti come “un cereale alternativo”, ti viene triste. Se invece lo tratti come merita, cioè come un amido con carattere, che regge la masticazione e non collassa dopo dieci minuti, diventa una sostituzione credibile della pasta, soprattutto quando hai voglia di un piatto caldo ma non vuoi la solita pentola d’acqua che bolle.

Io questa zuppa la preparo almeno una volta a settimana perché mi fa una cosa precisa: mi sazia senza lasciarmi addosso quella pesantezza da piatto troppo ricco.

Zuppa di farro - RicettaSprint
Zuppa di farro – RicettaSprint

Ho notato che il segreto è tenere il brodo “corto” e costruire sapore già dal soffritto, altrimenti ti ritrovi con farro + acqua e ti passa la voglia.

Minestra di farro, la ricetta che non ti farà sentire la mancanza della pasta

È davvero importante imparare a conoscere gli alimenti che inseriamo nella nostra dieta, così come nel caso dei carboidrati e cereali. L’orzo è un’ottima soluzione alternativa alla pasta, questo perché al suo interno ha molto fibre naturali, ma al tempo stesso è un alimento leggero con un apporto calorico minore molto simile al riso, ad esempio. Questa minestra che possiamo mangiare anche una e gli ingredienti che ci serviranno sono solo i seguenti:

  • 160 g farro perlato (se usi il decorticato, calcola tempi più lunghi)
  • 1 carota piccola
  • 1 costa di sedano
  • Mezza cipolla
  • 1 patata piccola
  • 200 g ceci già cotti
  • 600–700 ml brodo vegetale caldo
  • 2 cucchiai olio extravergine
  • 1 rametto di rosmarino o 1 foglia d’alloro
  • sale e pepe
  • di concentrato.

Procedimento senza farla diventare brodaglia

Taglio carota, sedano e cipolla a dadini piccoli: più sono piccoli, più rilasciano sapore senza dover cuocere mezz’ora. Scaldo l’olio in una casseruola e faccio andare il soffritto 6–7 minuti a fuoco medio, con un pizzico di sale: serve a far uscire acqua e dolcezza, non a bruciare. Aggiungo la patata a cubetti e la lascio “lucidare” un minuto nel fondo di cottura, poi metto il farro perlato (io lo sciacquo sempre al volo) e lo tosto 30 secondi: è un gesto piccolo, ma aiuta a tenere il chicco più integro.

A questo punto verso il brodo caldo, ma non tutto: parto con circa 600 ml e mi tengo pronta la tazza per allungare dopo. Metto rosmarino (o alloro) e lascio sobbollire 15 minuti. Solo allora unisco i ceci cotti: se li metti subito tendono a sfaldarsi e a “sparire”. Vado avanti altri 8–10 minuti, mescolando ogni tanto. Se voglio un gusto più rotondo aggiungo quel cucchiaio di passata o un puntino di concentrato: non deve sapere di sugo, deve solo dare spessore.

Spengo quando il farro è tenero ma ancora con morso. Lascio riposare 5 minuti a fuoco spento: si addensa da sola.