Io lo capisco fin troppo bene: apri il cassetto del detersivo, magari mentre stai già pensando a mille cose, e ti arriva quella zaffata umida che non è “sporco”, è proprio muffa.

E la cosa che fa arrabbiare è che lì dentro, a occhio, sembra anche “quasi pulito”. Ho notato che succede soprattutto quando usiamo spesso ammorbidente (quello denso, cremoso) e chiudiamo sempre tutto subito dopo il lavaggio: resta umidità, resta residuo, resta poco aria.

Cassettino lavatrice come pulirlo - RicettaSprint
Cassettino lavatrice come pulirlo – RicettaSprint

Il cassetto diventa una mini serra: tiepida, bagnata, appiccicosa. E la muffa, quando trova questo mix, non chiede permesso.

Perché la spugna non basta nel cassetto della lavastoglie

La muffa non “spunta dal nulla”: si appoggia dove c’è un film di residui. Dentro il cassetto si accumulano tre cose: detergente non sciolto bene, ammorbidente che si attacca come una patina, e calcare/impurità dell’acqua che fanno da collante. Se vai di spugna a secco o di passata veloce, togli solo la parte visibile e lasci la pellicola che sta sotto: quella che poi trattiene acqua e odore.

Qui la chimica è semplice: serve qualcosa che sciolga i residui e stacchi il “film”, non qualcosa che profumi e basta. E no, non serve mettersi a strofinare come se stessi lucidando un lavandino. Serve far lavorare una soluzione calda nel modo giusto.

Il trucco naturale che uso io (e perché funziona senza sfregare)

Quando voglio risolverla sul serio, faccio così: tolgo il cassetto (quasi tutti hanno il fermo) e lo metto a bagno in acqua molto calda con acido citrico. Ho notato che è più “pulito” dell’aceto come odore e più comodo da dosare. Uso una proporzione pratica: 2 cucchiai colmi in mezzo litro di acqua bollente e lo lascio lì 15–20 minuti. In quel tempo, non succede magia: semplicemente la soluzione ammorbidisce la crosta e scioglie parte dei depositi che tengono attaccata la muffa.

Nel frattempo spruzzo la stessa soluzione (più leggera) nel vano della lavatrice dove scorre il cassetto: è lì che spesso resta il nero negli angoli e poi “ricontaminatutto. Quando riprendo il cassetto, di solito basta sciacquare e passare un attimo una spazzolina morbida solo nei punti critici. Zero lotta corpo a corpo.

Il passaggio che fa davvero la differenza, però, è quello che faccio dopo: lascio il cassetto appena aperto a fine lavaggio, anche solo un dito. Perché puoi pulire quanto vuoi, ma se resta umido e chiuso, la muffa ha la strada spianata. E se vuoi una piccola abitudine da dieci secondi: una volta a settimana fai scorrere nel cassetto vuoto un bicchiere d’acqua calda, poi lo lasci aperto. Sembra poco, ma è il genere di “poco” che ti evita di ritrovarti il solito odore dopo due lavaggi.