Il calcare in doccia è uno di quei problemi che peggiorano “in silenzio”: all’inizio sono puntini opachi sul vetro, poi diventano croste attorno al soffione, infine ti ritrovi rubinetti spenti e getti d’acqua che cambiano direzione.
L’errore che si commette più spesso è quello riguardante la tempistica di pulizia, non il prodotto: interviene quando il calcare è già cemento, e allora qualunque rimedio sembra inutile. In realtà il calcare è chimica semplice: è deposito minerale (soprattutto carbonati) che si scioglie con gli acidi, a patto di dargli contatto e pazienza.

Il limone funziona perché contiene acido citrico, ma da solo non sempre basta sulle incrostazioni vecchie. È perfetto come “primo livello” e come mantenimento; quando la situazione è più dura, entrano in gioco prodotti specifici anticalcare (sempre a base acida) che lavorano più in fretta e in modo più uniforme. L’obiettivo non è spruzzare e strofinare fino a odiarti: è sciogliere, poi rimuovere.
Limone e anticalcare: masenza rovinare le superfici
Prima regola: capisci cosa stai pulendo. Vetri e acciaio reggono bene gli acidi delicati. Marmo e pietre naturali, invece, li odiano: l’acido li corrode e lascia opacità permanente. Quindi limone e anticalcare sì su vetro, piastrelle smaltate, rubinetteria cromata; molta cautela su superfici porose o pietre.
Il limone lo uso così: lo taglio a metà e lo passo direttamente sulle zone opache (vetro e rubinetti), oppure spremuto su una spugna morbida. Ho notato che la resa aumenta se lo “tieni in sede”: sulle zone verticali, imbevo un foglio di carta cucina con succo di limone, lo appoggio e lo lascio lì 10–15 minuti. È questo tempo di contatto che fa lavorare l’acido citrico, non la forza del braccio.
Se il calcare è spesso, passo ai prodotti specifici anticalcare: li spruzzo sulla superficie asciutta (così non si diluiscono subito), lascio agire il tempo indicato e poi risciacquo bene. Niente miscugli creativi: acidi diversi e detergenti non vanno “inventati”, soprattutto vicino a candeggina o ammoniaca.
Il metodo rapido che non ti fa tornare il calcare dopo due giorni
Dopo aver sciolto e rimosso, la parte che cambia tutto è l’asciugatura. Il calcare nasce dall’acqua che evapora lasciando i sali. Quindi: risciacquo, poi tergivetro o panno in microfibra asciutto. Ho notato che chi fa questo gesto per 30 secondi dopo la doccia riduce davvero il problema, più di qualsiasi “trattamento shock” una volta al mese.
Per soffione e doccino: se i fori sono ostruiti, smonto (se possibile) e metto in ammollo in acqua calda con succo di limone o acido citrico per 30–60 minuti, poi sciacquo e passo uno spazzolino morbido. Se non vuoi smontare, un sacchetto con limone e acqua legato attorno al soffione funziona, ma serve tempo.






