C’è un piatto che sulla tavola di Pasqua fa sempre il suo effetto. Non è il più impegnativo, non è il più costoso, ma quando arriva in tavola tutti si fermano a guardarlo.
I carciofi alla romana sono uno di quei piatti che sembrano semplici e invece nascondono una sapienza antica. Non sono fritti come i carciofi alla giudia, non sono crudi come in pinzimonio. Sono cotti lentamente, in padella, con un cappello di mentuccia e aglio che li fa profumare per tutta la cucina.

A Roma li preparano così da secoli, e chi li assaggia per la prima volta non dimentica. A Pasqua, quando il pranzo è lungo e le portate si susseguono, i carciofi alla romana sono l’asso nella manica: si preparano in anticipo, si servono tiepidi, e lasciano tutti senza parole.
I carciofi alla romana: la ricetta per renderli speciali
Il pranzo di Pasqua è un equilibrio delicato. C’è l’agnello, ci sono le uova, ci sono le torte salate. Servono contorni che non rubino la scena ma la sostengano, che puliscano il palato tra una portata e l’altra. I carciofi alla romana fanno esattamente questo. La loro consistenza tenera, quasi burrosa, e il sapore deciso delle erbe si sposano con la carne ma non la coprono. Si possono preparare la mattina, si lasciano riposare nel loro intingolo, e al momento di servirli bastano pochi minuti per scaldarli. Gli ingredienti che ci serviranno, dunque, sono solo i seguenti:
- 6 carciofi romaneschi (quelli tondi)
- 1 spicchio d’aglio
- Mentuccia fresca
- Prezzemolo
- Olio extravergine d’oliva
- Sale
- Pepe
- 1 limone
Il procedimento per i carciofi alla romana
Si comincia dalla pulizia dei carciofi, che è il passaggio più delicato. Si tolgono le foglie esterne più dure, si taglia la punta, si accorcia il gambo lasciando circa tre centimetri. Si aprono leggermente le foglie battendo il carciofo sul piano di lavoro, e si toglie la barbetta interna con un cucchiaino.
Man mano che si puliscono, si mettono in acqua acidulata con limone per non farli annerire. Si prepara il ripieno: in una ciotola si mescolano aglio e prezzemolo tritati fini, mentuccia, sale e pepe.
Si farciscono i carciofi aprendo le foglie e inserendo il trito tra un petalo e l’altro. In una padella larga e bassa si dispongono i carciofi con il gambo verso l’alto, ben stretti tra loro. Si aggiunge un dito d’acqua, un generoso filo d’olio, sale e pepe. Si copre con un coperchio e si cuoce a fuoco dolce per 40-50 minuti, fino a quando i carciofi sono teneri e il fondo si è ristretto. Si servono caldi o tiepidi, con il loro intingolo. A Pasqua, quando arrivano in tavola, nessuno resiste a staccare una foglia. E il bis è assicurato.






