A Pasqua, in molte case del Sud, le lasagne non sono le uniche regine. C’è un piatto che le ruba la scena, silenzioso, saporito, e con un nome che già fa sorridere: i pasticci di riso. “Sciuè sciuè” si dice in Campania, quando una cosa è veloce, facile, senza pretese. E questi pasticci lo sono davvero.

Si preparano con il riso avanzato, o con quello cotto apposta, si arricchiscono con ragù, piselli, formaggio, e poi si infornano. Il risultato è qualcosa di cremoso dentro, croccante fuori, che non ha nulla da invidiare alle lasagne.

Pasticcio di riso per Pasqua- RicettaSprint
Pasticcio di riso per Pasqua- RicettaSprint

Anzi, per certi versi le supera: sono più leggeri, si fanno in anticipo, e piacciono anche ai bambini. La prima volta che li ho assaggiati, in una masseria vicino a Siracusa, ho chiesto la ricetta prima ancora di finire di mangiare.

Gli ingredienti per un pasticcio indimenticabile

Il riso va cotto al dente, perché in forno assorbirà i liquidi del sugo. Il ragù è quello classico, ma in versione veloce. I piselli, se freschi, meglio; altrimenti vanno bene quelli surgelati. Il formaggio, un mix di caciocavallo e parmigiano, fa la differenza. E poi c’è la besciamella, che lega tutto.

Gli ingredienti necessari sono solo i seguenti:

  • 400 g di riso carnaroli
  • 500 ml di ragù di carne
  • 200 g di piselli
  • 200 g di caciocavallo grattugiato
  • 50 g di parmigiano
  • 500 ml di besciamella
  • Pangrattato e burro

Come si fanno (e come si mangiano)

Il riso si lessa in acqua salata, si scola al dente e si condisce con un po’ di ragù. In una ciotola, unire il riso al resto del ragù, ai piselli, al caciocavallo e alla besciamella. Mescolare bene. Imburrare una teglia e cospargerla di pangrattato. Versare il composto, livellare, spolverare con altro pangrattato e parmigiano. Infornare a 180 gradi per 25-30 minuti, finché la superficie è dorata e croccante.

Si possono fare anche in monoporzioni, negli stampini da muffin. Si servono caldi, tiepidi o freddi. Sono buoni in ogni modo. E quando li porti in tavola, non dimenticare di dire che sono “sciuè sciuè”. Nessuno capirà cosa significa, ma sarà la curiosità a farli sparire in fretta.