Si pensa sempre al forno, acceso a 200 gradi per ore, o alla piastra elettrica che arrostisce la carne. Ma il vero vampiro energetico della cucina è un altro, e sta in un angolo, sempre in funzione, senza che nessuno lo spenga mai.

Il frigorifero, o meglio il combinato frigo-congelatore, da solo assorbe tra il 15% e il 25% dell’energia elettrica totale di una casa. Lui lavora 24 ore su 24, sette giorni su sette, e la sua potenza nominale è bassa (100-150 watt), ma la continuità nel tempo fa la differenza: in un anno consuma più di 300 kWh, molto più del forno elettrico (che usato due ore a settimana si ferma a circa 150 kWh/anno).

Quale elettrodomestico in cucina consuma di più - RicettaSprint
Quale elettrodomestico in cucina consuma di più – RicettaSprint

Il motivo sono i continui cicli di accensione e spegnimento del compressore, che mantengono la temperatura interna nonostante la dispersione termica. Il nemico non è il freddo, è il calore che entra ogni volta che si apre lo sportello.

Perché il frigorifero consuma più di quanto crediamo

La fisica è semplice: ogni volta che si apre la porta, l’aria calda e umida della cucina entra, il compressore parte per abbassare di nuovo la temperatura, e il consumo schizza. Un frigorifero vecchio di dieci anni consuma fino al doppio di uno moderno in classe A+++. Anche la posizione conta: se è incassato vicino al forno o ai fornelli, o esposto al sole, il motore lavora di più per dissipare il calore. La terza variabile è l’abitudine: lasciare lo sportello aperto mentre si cerca qualcosa, riporre cibi ancora caldi, non sbrinare il congelatore. Sulle alette posteriori (le serpentine), la polvere agisce da isolante e riduce lo scambio termico, costringendo il compressore ad accensioni più lunghe e frequenti.

Tre mosse per dimezzare i consumi

Il primo intervento è tecnico e costa zero: pulire le serpentine posteriori con l’aspirapolvere ogni sei mesi. Una patina di polvere da mezzo centimetro riduce l’efficienza del 20-30%. Il secondo è regolare la temperatura: nel vano frigo bastano 4-6°C (non di meno), nel congelatore -18°C è il valore ottimale. Un grado in meno nel frigo aumenta i consumi del 5-8%.

Il terzo è organizzare lo spazio: un frigorifero pieno conserva meglio il freddo di uno semivuoto, perché gli alimenti agiscono da accumulo termico. Se è vuoto, riempire bottiglie d’acqua nei ripiani vuoti. Altre accortezze: attendere che i cibi cotti siano a temperatura ambiente prima di riporli, non tenere lo sportello aperto più di cinque secondi, e verificare che la guarnizione sia integra (un foglio di carta bloccato tra sportello e telaio non deve cadere). Un frigorifero di vent’anni, infine, andrebbe sostituito: l’investimento in un modello A+++ si ammortizza in tre anni con il risparmio energetico. In cucina, il vero costo non è cucinare, ma conservare. E spesso non ce ne accorgiamo.