L’olio extravergine d’oliva è un prodotto vivo. Conserva al suo interno polifenoli, tocoferoli e acidi grassi insaturi che gli conferiscono sapore e proprietà salutari.

In estate, le temperature elevate (sopra i 25°C) accelerano i processi di ossidazione: le molecole di grasso reagiscono con l’ossigeno e si degradano, producendo composti volatili responsabili del rancido.

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Il risultato è un olio che perde il suo fruttato, diventa amaro e piccante nel modo sbagliato, e accumula sostanze potenzialmente dannose. L’errore più comune è tenere la bottiglia sul piano cottura accanto ai fornelli, dove il calore è ancora più intenso. In estate, poi, molti spostano l’olio in dispense non climatizzate o in cucine esposte al sole. Il primo accorgimento è scegliere il luogo più fresco della casa: una cantina, un ripostiglio a nord, o il ripiano più basso di una credenza lontana dai termosifoni (anche spenti, assorbono calore).

La temperatura ideale di conservazione è tra 14 gradi e 18 gradi, ma non è sempre possibile mantenerla. Meglio comunque un ambiente a 25 gradi che una dispensa che supera i 30 gradi.

La bottiglia giusta e la posizione: scuro, stretto, lontano dalla luce

La luce è il secondo nemico dell’olio. I raggi UV e anche la luce artificiale (soprattutto al neon) catalizzano le reazioni di ossidazione, distruggendo i polifenoli in poche settimane. L’olio andrebbe conservato in bottiglie di vetro scuro (verde o ambra) o in contenitori di acciaio inox.

Le bottiglie trasparenti, sebbene esteticamente gradevoli, sono le peggiori. Se hai già acquistato olio in bottiglia chiara, avvolgila in un foglio di alluminio o riponila in una scatola di cartone. Anche la forma conta: bottiglie strette e alte hanno una superficie di contatto con l’aria minore rispetto a quelle larghe e basse, quindi riducono l’ossidazione. Dopo ogni utilizzo, chiudi bene il tappo e riponi la bottiglia in posizione verticale. L’olio non va mai conservato in boccette di plastica: la plastica è porosa e lascia passare l’ossigeno, oltre a poter rilasciare sostanze indesiderate con il caldo.

Quanto dura in estate e come capire se è ancora buono

In condizioni ideali (fresco, buio, bottiglia ben chiusa), un olio extravergine di qualità si conserva per 12-18 mesi dalla raccolta. In estate, con temperature sopra i 25 gradi, la finestra si riduce a 3-4 mesi. Per allungare la vita, molti non sanno che si può conservare l’olio in frigorifero. Attenzione: il freddo lo rende torbido e lo addensa, ma una volta tornato a temperatura ambiente (dopo 15-20 minuti), recupera la fluidità e il sapore rimane intatto.

Il frigorifero è una soluzione valida per chi vive in case molto calde, a patto di usare bottiglie di vetro e di non tenere l’olio per mesi (in frigo l’ideale è 1-2 mesi). Come capire se l’olio è andato a male? Annusalo: se senti odore di aceto, di frutta secca vecchia o di cera, è rancido. Assaggialo: se in bocca non percepisce più il tipico piccante e amaro del fruttato, ma un sapore piatto e grasso, è da buttare. L’olio rancido non fa male come un cibo avariato, ma irrita il sistema digerente e non ha più alcun valore nutrizionale. Meglio comprarlo in quantità limitate durante l’estate, e conservarlo con cura.