L’aceto di mele è diventato negli anni un rimedio fai-da-te per la perdita di peso. La teoria sembra convincente: l’acido acetico, il principale componente dell’aceto, in alcuni studi ha mostrato di ridurre lievemente i picchi glicemici dopo i pasti e di aumentare la sensazione di sazietà.

Bere un bicchierino d’aceto prima di pranzo o cena, quindi, potrebbe aiutare a mangiare meno e a immagazzinare meno zuccheri. La realtà è più sfumata. Gli studi citati sono stati condotti su piccoli campioni, con dosi elevate di aceto (fino a 30 ml, due cucchiai) e per periodi brevi.

L’effetto sulla bilancia, quando presente, è stato modesto (1-2 kg in più di perdita rispetto al placebo in 12 settimane). L’aceto non brucia i grassi, non accelera il metabolismo, e non sostituisce una dieta equilibrata. L’errore più comune è credere che un cucchiaio di aceto possa annullare gli effetti di un pasto ipercalorico. Non è così.

I rischi per lo stomaco e i denti (e perché l’aceto non va mai bevuto puro)

L’aceto, anche quello di mele, ha un pH intorno a 2,5-3, un’acidità paragonabile al succo gastrico. Bere un bicchierino di aceto puro a stomaco vuoto può irritare la mucosa esofagea e gastrica, causando bruciore, gastrite e, nei casi più sensibili, lesioni.

L’uso prolungato può erodere lo smalto dei denti, perché l’acido attacca la superficie dentale. Se si vuole provare l’aceto come coadiuvante, va sempre diluito: un cucchiaio (15 ml) in un bicchiere d’acqua (200 ml), bevuto lentamente durante il pasto, mai prima. Inoltre, l’aceto interagisce con alcuni farmaci (diuretici, insulina, lassativi) e può abbassare troppo il potassio nel sangue. Chi soffre di reflusso gastroesofageo, gastrite o ulcera dovrebbe evitarlo del tutto. I benefici potenziali sono così modesti che non valgono il rischio per la maggior parte delle persone.

L’unico modo sensato per usare l’aceto in una dieta

L’aceto può essere un utile condimento, non un medicinale. Usato sull’insalata, sulle verdure grigliate o come marinatura per la carne, aggiunge sapore senza calorie e può aiutare a ridurre l’uso di sale e condimenti grassi.

La forma migliore è l’aceto di mele biologico, non filtrato (con la “madre”), che conserva probiotici e enzimi. Ma la quantità conta: un cucchiaio al giorno, diluito nei cibi o nell’acqua, è il massimo consigliabile. Non esistono prove che dosi maggiori diano risultati migliori, solo più effetti collaterali. Per dimagrire, l’aceto non è una scorciatoia. Una dieta ipocalorica, l’attività fisica e il sonno regolare hanno effetti cento volte più grandi. L’aceto può essere un piccolo alleato, non un eroe. Chi promette miracoli con un bicchierino prima dei pasti sta vendendo fumo, non scienza. E lo stomaco, alla fine, paga il conto.