Infilare una teglia o una casseruola incrostata nel cestello della lavastoviglie è uno degli errori più costosi in termini di risultato e manutenzione. L’acqua della lavastoviglie, anche nei programmi intensivi, raggiunge al massimo i 70°C.

Il grasso bruciato su una teglia, quello che si forma dopo una lasagna o un arrosto, ha subito una polimerizzazione a temperature superiori ai 150°C. A 70°C, quel grasso non si scioglie: rimane attaccato come resina. Il detersivo, per quanto potente, riesce a emulsionare solo lo sporco fresco.

Come togliere le incrostazioni dalle stoviglie - RicettaSprint
Come togliere le incrostazioni dalle stoviglie – RicettaSprint

Il risultato è una teglia che esce dal lavaggio ancora unta, spesso con aloni neri sulle dita. Peggio: i residui di grasso si staccano parzialmente e vanno a intasare i filtri e i braccioli, riducendo l’efficienza di tutta la macchina. La regola è chiara: in lavastoviglie si mettono teglie pulite dallo sporco grossolano, non incrostate.

Aceto, bicarbonato e acqua bollente: la triade che ammorbidisce le incrostazioni

Non serve sfregare con pagliette d’acciaio che graffiano i rivestimenti antiaderenti. Basta un ammollo mirato. Per le teglie in acciaio o alluminio senza rivestimento, il metodo più efficace è riempire la teglia con acqua calda e un cucchiaio abbondante di bicarbonato di sodio. Lasciare agire per almeno 30 minuti, meglio un’ora.

Il bicarbonato alcalinizza l’ambiente e aiuta a staccare le molecole di grasso polimerizzato. Per le incrostazioni più resistenti, portare a ebollizione l’acqua con bicarbonato direttamente nella teglia sul fuoco per 5-10 minuti. Per le teglie antiaderenti (rivestimento in teflon o ceramica), evitare l’ebollizione che danneggia il rivestimento. In questo caso, spalmare una pasta densa di bicarbonato e poca acqua, lasciare agire una notte, poi rimuovere con una spugna morbida.

Un’alternativa valida per entrambi i tipi è l’aceto bianco: scaldare un dito di aceto nella teglia, spegnere prima che bolla, aggiungere bicarbonato (la reazione effervescente aiuta a sollevare lo sporco), lasciare agire 15 minuti. Per le incrostazioni più ostinate, si può usare l’acido citrico: sciogliere 2 cucchiai in un litro di acqua calda e lasciare in ammollo per 30 minuti. L’acido citrico è particolarmente efficace contro i depositi di calcare e le incrostazioni proteiche.

Il rituale del pre-lavaggio e il trucco del sale grosso (che la nonna usava)

Dopo l’ammollo, rimuovere i residui ammorbiditi con una spatola di silicone o con il lato morbido della spugna. Non usare pagliette abrasive: graffiano le superfici e creano microsolchi dove i batteri si annidano. Sciacquare la teglia sotto l’acqua corrente, poi metterla in lavastoviglie. Se la teglia è molto grande e occupa tutto il cestello, posizionarla inclinata verso il basso, in modo che l’acqua non ristagni sulla superficie.

Per le teglie in vetro o pyrex, il trattamento con bicarbonato è ideale; evitare sbalzi termici (non mettere la teglia calda sotto l’acqua fredda). Se la teglia è molto incrostata, un trucco della nonna è il sale grosso: si cosparge il fondo con sale grosso, si aggiunge un po’ di acqua calda e si lascia agire per 30 minuti. Il sale, con la sua azione abrasiva, aiuta a sollevare le incrostazioni. Con questo pretrattamento, la lavastoviglie può finire il lavoro: la teglia uscirà lucida, senza aloni, e i filtri non ne risentiranno. L’investimento in tempo è di pochi minuti, il risparmio in energia e detersivo è notevole.