Il falafel è una delle preparazioni più amate della cucina mediorientale, ma la versione classica richiede una frittura in olio profondo che, per quanto gustosa, la rende pesante e non sempre adatta a una dieta leggera.

La ricetta furba che proponiamo è una variante che utilizza gli spinaci per alleggerire l’impasto e la friggitrice ad aria per cuocere senza immersione in olio. Gli spinaci, oltre a dare un colore verde brillante, aggiungono umidità e un sapore delicato che si sposa perfettamente con le spezie e le erbe aromatiche.

Falafel veloci agli spinaci - RicettaSprint
Falafel veloci agli spinaci – RicettaSprint

Il risultato è un falafel croccante fuori, morbido dentro, che conquista al primo morso e che non ha nulla da invidiare alla versione tradizionale. L’errore più comune è non strizzare bene gli spinaci, ottenendo un impasto troppo umido che si sfalda in cottura. La regola è: spinaci ben strizzati, e il falafel tiene la cottura.

Un antipasto vegetariano leggero e saporito, ideale per l’estate (e si prepara in anticipo)

Questi falafel sono perfetti come antipasto, come piatto unico leggero o come farcitura per un panino pita con verdure e salsa tahini. La loro versatilità li rende adatti a ogni occasione: caldi, tiepidi o freddi. Si possono preparare in anticipo e conservare in frigorifero per 2-3 giorni (cotti) o congelare crudi. Per una versione senza glutine, si può sostituire il pangrattato con farina di mandorle o di ceci. La friggitrice ad aria, in questo caso, è l’alleata perfetta per una cottura leggera e uniforme.

Ingredienti (per circa 15 falafel):

200 g di spinaci freschi (o surgelati)

400 g di ceci lessati (in scatola o cotti in casa)

1 cipolla piccola

2 spicchi d’aglio

1 ciuffo di prezzemolo fresco

1 cucchiaino di cumino in polvere

1/2 cucchiaino di coriandolo in polvere

1/2 cucchiaino di paprika dolce

50 g di pangrattato

Sale e pepe q.b.

Olio extravergine d’oliva per spennellare

Procedimento: cuocere, strizzare, frullare, formare, cuocere

Se si usano spinaci freschi, lavarli e farli appassire in una padella antiaderente senza olio, finché non perdono tutta l’acqua. Se si usano spinaci surgelati, scongelarli e strizzarli bene. In entrambi i casi, strizzare gli spinaci con le mani o con un canovaccio pulito per eliminare il più possibile l’umidità. Tritarli grossolanamente.

Scolare i ceci e sciacquarli bene sotto l’acqua corrente. In un mixer, frullare i ceci con la cipolla, l’aglio, il prezzemolo, le spezie, il sale e il pepe fino a ottenere un composto granuloso. Aggiungere gli spinaci strizzati e frullare ancora fino a amalgamare il tutto. Trasferire l’impasto in una ciotola e aggiungere il pangrattato, mescolando con le mani fino a ottenere un composto compatto e modellabile. Se l’impasto risulta troppo umido, aggiungere altro pangrattato; se troppo asciutto, un cucchiaio d’olio o di acqua.

Con le mani leggermente umide, formare delle palline di circa 20-25 g e schiacciarle leggermente per dare loro la forma classica del falafel. Preriscaldare la friggitrice ad aria a 180°C. Disporre i falafel nel cestello in un unico strato, senza sovrapporli (cuocere in due riprese se necessario). Spennellare con un filo d’olio e cuocere per 10-12 minuti, girandoli a metà cottura, fino a quando sono dorati e croccanti.

Servire caldi, con salsa tahini, hummus o in un panino pita con verdure fresche. I falafel agli spinaci si conservano in frigorifero per 2-3 giorni (cotti) e si possono congelare crudi. Una variante: aggiungere un pizzico di peperoncino per un tocco più piccante. La chimica di questa ricetta è semplice: gli spinaci, strizzati bene, aggiungono umidità e colore senza appesantire, e la friggitrice ad aria cuoce in modo uniforme, regalando quella croccantezza che rende il falafel irresistibile. E la prossima volta che hai voglia di un antipasto vegetariano, saprai esattamente cosa fare. Perché la semplicità, a volte, è la ricetta più buona. E il falafel, con il suo sapore e la sua versatilità, è la risposta che cercavi. Anche senza frittura. Anche senza olio. Con la friggitrice ad aria, e con un po’ di pazienza. E il risultato, come sempre, è una sorpresa. Che si mangia con le mani, e con gli occhi. E con il gusto di un’estate che non finisce mai.