Mettere una Coca-Cola nel freezer per raffreddarla in fretta sembra una soluzione comoda, soprattutto nelle giornate più calde. Ma dimenticare una lattina nel congelatore può trasformare una bibita ghiacciata in un piccolo disastro domestico: il contenitore può deformarsi, rompersi e, nei casi peggiori, cedere improvvisamente.

coca cola
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Il problema non riguarda soltanto la Coca-Cola, ma più in generale tutte le bibite gassate conservate in contenitori chiusi. Dietro quello che succede nel congelatore ci sono infatti due fenomeni che agiscono contemporaneamente: il comportamento dell’acqua quando diventa ghiaccio e quello dell’anidride carbonica presente nella bevanda. Quando la Coca-Cola congela, l’acqua aumenta di volume e la CO2 viene progressivamente concentrata nella parte ancora liquida, modificando le condizioni all’interno della confezione.

Una lattina è progettata per sopportare la normale pressione esercitata da una bevanda gassata, ma le condizioni cambiano quando il contenuto comincia a ghiacciare. Non significa che una Coca-Cola messa nel freezer per qualche minuto debba necessariamente creare problemi: il rischio emerge soprattutto quando viene dimenticata abbastanza a lungo da congelare in maniera significativa. Lasciare una lattina di Coca-Cola nel freezer fino al congelamento può sottoporre il contenitore a sollecitazioni sufficienti a deformarlo o romperlo.

Quello che accade dentro la lattina quando inizia a formarsi il ghiaccio

Per capire il fenomeno bisogna partire dall’ingrediente presente in maggiore quantità nella bibita: l’acqua. Molte sostanze, raffreddandosi, tendono a ridurre il proprio volume. L’acqua presenta invece un comportamento particolare. Quando passa allo stato solido, le sue molecole assumono una struttura cristallina più aperta rispetto a quella presente nello stato liquido. Il risultato è semplice da osservare anche nella vita quotidiana: il ghiaccio occupa più spazio dell’acqua liquida da cui si è formato. All’interno di una lattina sigillata, però, lo spazio disponibile è limitato e l’espansione del contenuto finisce per esercitare una sollecitazione sulla confezione.

Nelle bibite gassate entra poi in gioco un secondo elemento fondamentale. La Coca-Cola contiene anidride carbonica disciolta, responsabile delle caratteristiche bollicine. All’interno della lattina chiusa la CO2 si trova in equilibrio con il liquido in condizioni di pressione. Quando una parte dell’acqua comincia a trasformarsi in ghiaccio, però, l’anidride carbonica tende a essere esclusa dalla parte che solidifica e a concentrarsi nella porzione di bevanda rimasta liquida. Mentre il ghiaccio continua a occupare progressivamente più spazio, cambia quindi anche la distribuzione della CO2. I due fenomeni si sommano e aumentano le sollecitazioni a cui è sottoposto il contenitore.

Il vero errore non è raffreddarla: è dimenticarsi quanto tempo resta dentro

È proprio la combinazione tra espansione dell’acqua e presenza della CO2 a rendere particolarmente interessante il comportamento delle bibite gassate nel congelatore. Una lattina non è infatti un semplice involucro metallico: viene costruita per contenere un liquido già sottoposto alla pressione associata alla carbonazione. Durante il congelamento, però, le condizioni interne cambiano progressivamente. Se le sollecitazioni diventano superiori a quelle che il contenitore riesce a sopportare, la lattina può gonfiarsi, perdere liquido oppure rompersi. Non si tratta necessariamente di un’esplosione spettacolare, ma il cedimento può essere sufficiente a spargere bibita e ghiaccio all’interno del freezer.

Il fenomeno dell’espansione durante il congelamento, inoltre, non riguarda esclusivamente le bevande gassate. Anche una bevanda senza bollicine può provocare deformazioni o rotture del proprio contenitore quando l’acqua presente al suo interno congela e aumenta di volume. Nella Coca-Cola e nelle altre bibite frizzanti si aggiunge però la presenza dell’anidride carbonica, che rende il comportamento interno più complesso. Per questo mettere una Coca-Cola nel freezer per pochi minuti può servire a raffreddarla rapidamente, mentre lasciarla abbastanza a lungo da farla congelare completamente espone la lattina a un rischio concreto di danneggiamento. Particolare attenzione va prestata anche ai contenitori in vetro: in caso di rottura, oltre alla bevanda da ripulire, possono esserci frammenti taglienti all’interno del congelatore.