Allarme integratori alimentari | Sequestro confezioni | “Non sono sicuri”

allarme integratori alimentari sequestro - ricettasprint
allarme integratori alimentari sequestro – ricettasprint

E’ allarme per gli integratori alimentari in Italia, anche per quanto riguarda gli acquisti online. Le operazioni dei NAS sul mercato hanno fruttato il sequestro di ben dodicimila confezioni soltanto nel mese di novembre, presso una società di consegne espresse a Livorno. Questo dato allarmante apre la questione sulla sicurezza del commercio di questi prodotti, spesso presi da siti internet ritenuti affidabili senza alcuna cognizione di causa. Spesso infatti, come nel caso in esame, tante aziende italiane distribuiscono nel nostro paese prodotti provenienti dall’estero senza adempiere agli obblighi previsti dalla normativa corrispondente.

Sull’argomento è intervenuto Luca Bucchini, esperto di informazione e di sicurezza sugli alimenti che ha sottolineato a ‘Il fatto alimentare’ l’importanza dell’intervento delle autorità competenti sul traffico di integratori alimentari. “Se un sito straniero vende integratori e li spedisce in Italia non è sufficiente che si attenga alla legislazione del paese d’origine. Deve offrire tutte le informazioni e le garanzie previste dalla nostra normativa. Sul sito devono sempre essere riportati, in italiano, gli ingredienti e le modalità di utilizzo” spiega Bucchini.

Specificando ulteriormente: “La composizione e le caratteristiche di tutti gli integratori venduti in Italia dovrebbero essere notificate al ministero della Salute, che pubblica e aggiorna un Registro degli integratori alimentari (scaricabile dal sito del ministero). Il condizionale è d’obbligo perché non di rado in rete si trovano prodotti non registrati”.

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Allarme integratori alimentari | Sequestro confezioni | “Non sono sicuri”

Non bisogna però fare di un’erba un fascio, ma soltanto imparare a distinguere di chi fidarsi e di chi no: molti siti possono vantare il distintivo che li qualifica tra i rivenditori autorizzati dal Ministero. Anche se l’acquisto avviene principalmente in farmacie e parafarmacie, il commercio online si rivela spesso la via più semplice, soprattutto grazie alle offerte concorrenziali. Un prezzo troppo basso però deve indurre a compiere indagini più approfondite su ciò che si sta comprando e soprattutto sulla provenienza del prodotto.

“Possiamo andare incontro a diversi tipi di rischio. Il primo è dato dagli integratori che promettono risultati impossibili, come quelli contro l’invecchiamento, per dimagrire o per potenziare la memoria. Il secondo, più pericoloso, è di incontrare prodotti con sostanze proibite in Italia, perché dannose per la salute” afferma Bucchini. Tra i quali rientrano i precursori di ormoni e altri principi attivi utilizzati per aumentare le masse muscolari, molto utilizzati dai cultori della forma fisica. “Un terzo rischio è trovare prodotti che contengono sostanze, soprattutto estratte da erbe, per le quali non è possibile garantire la sicurezza perché non ci sono ancora indagini adeguate. Infine non è raro trovare integratori di vitamine o altre sostanze innocue, che però possono essere pericolosi perché le concentrazioni sono superiori a quelle considerate sicure dalla legislazione italiana” spiega l’esperto.

Il problema delle vendite online: “Nessuna responsabilità”

In questo giro d’affari che in Italia produce guadagni milionari, resta coinvolta anche la piattaforma di acquisti più famosa del momento. “Amazon dichiara di essere solamente una piattaforma di vendita e quindi di non avere nessuna responsabilità su ciò che viene messo in vendita. Il sito quindi non si preoccupa di fare controlli sulle autorizzazioni e tanto meno sulla qualità dei prodotti venduti. A volte non sono nemmeno presenti tutte le informazioni obbligatorie. Su Amazon si è visto che alcuni piccoli marchi sono cresciuti in modo molto rapido, diventando fornitori di un numero sempre più elevato di prodotti” dichiara Bucchini.

“Alcuni, più competenti, si stanno impegnando per fornire prodotti di qualità. Ma molti altri giocano sull’equivoco che basti il nome per garantire la qualità di una sostanza. Equivoco in cui i consumatori cadono facilmente. La curcuma però non è sempre curcuma: gli integratori alimentari sono prodotti complessi, in cui la qualità della materia prima è essenziale. Quindi non basta che ci sia la stessa parola in etichetta, per avere la stessa sicurezza e qualità” conclude l’esperto.

L’invito quindi è di prestare sempre attenzione a ciò che si compra, chiedendo magari un preventivo consulto medico. Uno specialista saprà certamente consigliarvi al meglio sul prodotto e sulla qualità dello stesso, in modo da evitare rischi alla salute anche molto gravi.

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