Il bagnomaria è una delle tecniche più antiche della cucina, ma anche una delle più fraintese. Molti pensano che basti mettere una pentola dentro l’altra e accendere il fuoco. Invece, la riuscita dipende da un equilibrio delicato tra temperatura, tempo e materiali.
L’acqua, quando bolle, non supera mai i 100 gradi. È questa la sua forza: trasferisce calore in modo dolce e uniforme, senza i picchi che bruciano il cioccolato o fanno impazzire le uova. Ma per sfruttare questo principio, bisogna conoscere qualche segreto.
Il recipiente superiore non deve mai toccare l’acqua bollente, altrimenti si comporta come una pentola normale. Il vapore, non l’acqua, è il vero veicolo del calore. E la fiamma, una volta raggiunto il bollore, va abbassata al minimo.
Per un bagnomaria perfetto servono pochi accorgimenti, ma sono decisivi. La pentola inferiore deve essere più larga di quella superiore, in modo che il vapore possa fuoriuscire senza accumularsi. Il recipiente superiore, meglio se di vetro o acciaio, non deve toccare il fondo della pentola. Si può usare un anello di carta stagnola arrotolata per creare un cuscinetto. L’acqua va riempita fino a un terzo della pentola, non di più.
La fiamma va tenuta bassa: l’acqua deve sobbollire appena, non bollire violentemente. E mai coprire la pentola, perché il vapore condensato potrebbe gocciolare nella ciotola superiore, rovinando il composto. Per il cioccolato, la temperatura ideale è intorno ai 50-55 gradi. Per le creme all’uovo, non bisogna superare i 70 gradi.
Si riempie la pentola inferiore con acqua e si porta a bollore. Poi si abbassa la fiamma al minimo. Si appoggia la ciotola sopra, assicurandosi che non tocchi l’acqua. Si spezza il cioccolato a pezzi piccoli e lo si mette nella ciotola. Si mescola di tanto in tanto con una spatola di silicone. Appena il cioccolato è sciolto e lucido, si toglie subito dal fuoco.
Per le creme, si mescola continuamente con una frusta e si toglie dal fuoco non appena inizia ad addensarsi. Un termometro da cucina è un alleato prezioso. Se durante il processo l’acqua evapora troppo, se ne aggiunge un po’ di calda, ma mai fredda. Con questa tecnica, il bagnomaria diventa uno strumento di precisione.
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