Belle quelle trattorie, semplici, con questo piatto, sembra una di quelle portate così.
Ci sono giornate in cui arrivi a sera e senti che non ti basta un piatto qualsiasi. Hai bisogno di qualcosa che ti riempia sul serio. Non solo lo stomaco, ma anche l’umore. Qualcosa che sappia di rustico, di sincero, di cucina vera. Non importa se fuori piove o se sei reduce da una corsa contro il tempo, quello che vuoi è un piatto che non ti lasci dubbi. Che ti faccia sentire pieno e soddisfatto.
In queste occasioni la scelta ricade sempre su piatti dal carattere forte che non hanno paura di presentarsi con un sugo denso e un profumo deciso. Piatto da tavolata, di quelli che metti in mezzo e lasci che ognuno si serva aggiungendo una fetta di pane accanto pronta a raccogliere il condimento. Per il tipo di cucina che mette insieme le persone, perché il bello e condividere, raccontarsi e allungare la mano per fare il bis.
Questa ricetta non è complicata, ma la forza delle cose semplici fatte bene porta con sé tutto quello che serve. Ingredienti quotidiani, gesti antichi e la promessa che ogni boccone ti farà dimenticare la stanchezza della giornata.
Trita finemente cipolla, carota e sedano. Falli soffriggere in una casseruola capiente con l’olio a fiamma dolce finché diventano morbidi e profumati. Nel frattempo togli il budello alla salsiccia spezzettata grossolanamente e aggiungili al soffritto. Lascia rosolare bene fino a che prende colore e rilascia i suoi succhi. Sfuma con il vino rosso e lascia evaporare. A questo punto unisci la passata di pomodoro, il rametto di rosmarino e la foglia di alloro, copri con un coperchio e lascia sobbollire piano per una ventina di minuti, mescolando di tanto in tanto.
Trascorso questo tempo, aggiungi i fagioli già lessati e ben scolati, mescola delicatamente, regola di sale e pepe e lascia cuocere altri 10-15 minuti. Giusto il tempo che i sapori si amalgamino, servi il piatto fumante in ciotole capienti, accompagnato da pane casereccio leggermente tostato. Non è solo un secondo. E un pasto completo che spazia davvero, che riempie con generosità. E chi invita a un’unica cosa, prendere il cucchiaio e non fermarsi finché non resta solo il ricordo.
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