Il burro di arachidi “vero” non è una crema misteriosa: è un’emulsione spontanea tra solidi, proteine e fibre dell’arachidi, e grassi che arrivano dall’olio naturale che l’arachide rilascia quando la triti.

Ecco perché mi viene da sorridere quando leggo etichette chilometriche: se parti dalla materia prima giusta, il barattolo te lo fai da sola in 10 minuti, spendendo poco e controllando consistenza, sale e dolcezza. Io ci sono arrivata per necessità, non per moda: volevo una crema liscia per i pancake, ma senza zuccheri aggiunti.

Burro di arachidi fatto in casa con 2 soldi - RicettaSprint
Burro di arachidi fatto in casa con 2 soldi – RicettaSprint

La prima volta ho sbagliato tostatura, e mi è venuta una pasta amara e “secca” che non si spalmava nemmeno con la pazienza, ma ho risolto con questa ricetta… tostare bene e frullare a impulsi, lasciando lavorare l’olio.

Burro di arachidi fatto in casa: la ricetta che ti farà risparmiare

Prima però fammi dire una cosa: questo è uno di quei casi in cui l’“ingrediente segreto” non è una spezia esotica, ma l’umore della cucina. L’odore delle arachidi calde che sale dal forno, il rumore del mixer che prima fatica e poi, a un certo punto, cambia tono come se dicesse “ok, ci siamo”. Io ormai lo riconosco: quando la crema sta per trasformarsi davvero, il profumo diventa più rotondo e la massa smette di sembrare sabbia. E lì, puntuale, mi torna in mente la scena di anni fa: io che mi ostinavo a frullare arachidi quasi fredde, guardando quella polvere che non ne voleva sapere di diventare crema… e la frase che mi disse un’amica, ridendo: “Non è che non funziona, è che hai fretta”. Gli ingredienti che ci serviranno, dunque, sono i seguenti:

  • 300 g arachidi tostate non salate (oppure arachidi crude da tostare)
  • 2 g sale fino
  • 10 g miele15 g olio di arachidi o di semi delicato

Procedimento e il dettaglio che cambia la texture

Se parti da arachidi crude, tostale a 170 gradi per 10–12 minuti, mescolando a metà. Devono profumare e scurire appena: se le porti troppo oltre, l’amaro si sente. Lasciale intiepidire 5 minuti (non fredde, non bollenti) e versale nel mixer. Qui succede la parte “chimica”: all’inizio sembra sabbia, poi farina grossa, poi una pasta che si incolla alle pareti. È normale. Io frullo a impulsi di 20–30 secondi, mi fermo, raschio, riparto. Dopo 4–6 minuti l’olio naturale comincia a liberarsi e vedi la crema che cambia lucentezza: da opaca a satinata.

A questo punto aggiungo il sale e, se la voglio “da spalmare sul pane senza strappare tutto”, valuto la densità: se è già morbida, non tocco niente; se resta troppo compatta, metto 5 g di olio alla volta (non di più, altrimenti diventa colata). Per una versione dolce, inserisco miele o acero quando la crema è già liscia: se lo metti prima, rischi che “impasti” e sembri più densa del necessario. Ultimo passaggio: frullo 30 secondi continui per uniformare.

Ivasa subito e conserva a temperatura ambiente 2–3 settimane; se la metti in frigo, si indurisce (normale). E se vedi l’olio in superficie, non è un difetto: è il segno che non hai usato addensanti. Mescola, e torna crema.