Torna a MasterChef Italia Jeremy Chan, lo chef stellato considerato l’idolo del programma, oltre che tra i più amati su scala internazionale, con le sue due stelle Michelin e la presenza nella classifica The World’s 50 Best Restaurants… allora perché la cucina gli ha tolto più tempo di quello che aveva?
Sappiamo già che lavorare nel mondo della cucina non è così semplice come si possa immaginare: la conferma di quanto detto arriva dalla testimonianza rilasciata negli anni da numerosi chef impegnati in questo settore.

Possiamo citare in questo calderone anche gli stessi chef di MasterChef Italia: in diverse occasioni sia Bruno Barbieri che Antonino Cannavacciuolo, e anche Giorgio Locatelli, hanno parlato dei grandi sacrifici fatti durante la loro carriera. Giorni dedicati alle festività che invece sono diventati importanti per il business, mettendo in primo piano il lavoro e solo successivamente le esigenze familiari.
Riuscire a trovare il perfetto equilibrio tra business e vita privata in ambito culinario è un lavoro certosino che deve essere effettuato giorno dopo giorno, e questo l’ha confermato anche Jeremy Chan che, ancora una volta, è tornato ospite di MasterChef Italia.
Jeremy Chan… è lui il bello di MasterChef Italia!
Ogni volta che Jeremy Chan torna a MasterChef Italia riscuote un grandissimo successo, non solo per il suo talento in campo culinario, ma anche per l’indice di gradimento che ottiene dal pubblico. Non a caso, sono sempre più continui i commenti positivi sulla bellezza di Jeremy Chan, oltre che sulla sua bravura.
Non a caso, durante un’intervista rilasciata a Vanity Fair Italia, nel momento in cui gli è stato rivelato che il suo nome è di tendenza sui social e, in men che non si dica, è diventato persino tra i più cercati su Google in quanto affiliato al nome MasterChef Italia, la sua reazione è stata eclatante: “È probabile che rappresenti una personalità molto più diversa dal tipico uomo italiano, che tradizionalmente è sempre stato molto macho e predominante”.
Per Jeremy Chan però c’è una spiegazione a tutto questo e si traduce in dinamiche televisive, offrendo uno scenario diverso da quello che la cucina e l’intrattenimento propongono: “Rappresenta un’alternativa alle classiche personalità energiche ed ‘emo’ che si vedono in giro”.
Quello che la cucina ha tolto a Jeremy Chan…
Il percorso lavorativo di Jeremy Chan è sempre stato davvero incredibile e questo mi viene dimostrato dalle riflessioni che lo stesso cuoco ha fatto proprio durante l’intervista rilasciata a Vanity Fair, al giornalista Mario Manca. Non a caso, l’incontro si è poi trasformato in una riflessione su quello che la cucina gli ha dato, ma al tempo stesso ha tolto dall’equazione: “La cucina mi ha tolto il tempo per la mia famiglia e la mia ragazza”, nonché pilastri fondamentali del suo quotidiano e della sua vita passata e futura. Il rigore dello Chan in campo culinario, non a caso, nasce dalla ricerca spasmodica dell’umami e dalla fermentazione controllata di ingredienti rari. Si tratta di processi che richiedono una presenza costante in brigata, sacrificando così la sfera privata

Ecco perché, durante l’intervista, lascia intendere di essere pienamente consapevole di trovarsi in una fase ben specifica della sua vita e la definisce intermedia: “In un certo senso, mi sento piuttosto giovane”. Il futuro invece è una tela bianca da scrivere: “Ho ancora molto da dare, sento di non avere ancora raggiunto ciò che desidero”.






