Durante l’estate la frutta diventa una presenza praticamente fissa sulle nostre tavole. Pesche, albicocche, ciliegie, anguria, melone e frutti di bosco accompagnano colazioni e spuntini, ma prima di mangiarli c’è un passaggio che non dovremmo mai dimenticare: il lavaggio.
Tra terra, manipolazioni e microrganismi che possono trovarsi sulla superficie, passare velocemente il frutto sotto il rubinetto per pochi secondi potrebbe non essere sufficiente.

Allo stesso tempo, però, non abbiamo bisogno di trasformare il lavello in un piccolo laboratorio utilizzando decine di prodotti differenti.
L’acqua corrente rimane la nostra principale alleata
Per la maggior parte della frutta fresca, un accurato lavaggio sotto acqua corrente potabile rappresenta il gesto fondamentale. Prima di iniziare è importante lavarsi le mani e assicurarsi che anche il piano di lavoro, il lavello e gli utensili utilizzati siano puliti.
Frutti come mele, pesche, pere e albicocche possono essere strofinati delicatamente con le mani mentre vengono risciacquati. Per quelli dalla superficie più resistente può essere utilizzata una spazzolina pulita destinata esclusivamente agli alimenti.
E attenzione anche alla frutta che sbucciamo. Melone e anguria, ad esempio, meritano di essere lavati esternamente prima di essere tagliati: passando attraverso la buccia, il coltello potrebbe infatti trasferire eventuali contaminanti dalla superficie alla polpa.
Per i frutti più delicati, come fragole, more e lamponi, è meglio procedere con maggiore attenzione e lavarli poco prima del consumo. Conservarli già bagnati può infatti accelerarne il deterioramento.
Bicarbonato e aceto servono davvero?
Il bicarbonato è uno dei rimedi della nonna più utilizzati per lavare frutta e verdura. Può essere impiegato per la pulizia, ma non dobbiamo considerarlo un sistema capace di “sterilizzare” gli alimenti. Lo stesso vale per l’aceto: utilizzarlo non rende automaticamente la frutta più sicura e può alterarne sapore e consistenza.
Ancora meno indicato è ricorrere a sapone, detersivo per piatti o normali detergenti domestici. La frutta è un alimento e questi prodotti non sono pensati per essere utilizzati sulla sua superficie prima del consumo.
Dopo il lavaggio possiamo asciugare la frutta con carta da cucina o un panno perfettamente pulito. Se notiamo invece zone marce, muffa o un deterioramento evidente, il semplice lavaggio non è sufficiente a rendere necessariamente sicuro l’alimento e bisogna valutare se eliminarlo.






