Le crêpes “senza” di solito fanno paura per un motivo preciso: togli uova e latte e pensi che venga una piadina triste. Ho notato che il problema non è l’assenza, è la struttura.
Le uova danno elasticità e colore, il latte dà morbidezza; se li elimini, devi sostituire la funzione, non l’ingrediente. Qui la funzione la risolvi con due cose che hai già: una farina che lega bene e una piccola quota di grasso che rende l’impasto flessibile.
Il risultato è una crêpe sottile, piegabile, perfetta da mangiare sul divano mentre parte la prima canzone, senza dover sporcare mezzo mondo.
Gli ingredienti che ci serviranno sono :
Metto la farina in una ciotola e aggiungo l’acqua poco alla volta, mescolando con una frusta. Questo è il passaggio che ti evita i grumi: se versi tutto insieme, poi li insegui. Quando l’impasto è liscio aggiungo sale e olio, e continuo a mescolare finché diventa fluido, tipo panna liquida. Ho notato che il riposo è la differenza tra “ok” e “wow”: lascio riposare 15 minuti. Non è un rito, è fisica: la farina si idrata e la crêpe diventa più elastica.
Scaldo una padella antiaderente (20–24 cm) e la ungo appena con carta e una goccia d’olio. Verso un mestolino di pastella e ruoto subito la padella: strato sottile. Cuocio 45–60 secondi, finché i bordi si staccano, poi giro e faccio altri 20–30 secondi. Le impilo su un piatto: il vapore le mantiene morbide.
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