Da Roma al resto del mondo, la carbonara verace come solo lì la sanno fare, il segreto nelle uova. Il mix tra uova e pecorino e la consistenza della crema che ne viene fuori.
La carbonara ha visto troppo discussioni, soprattutto nell’ultimo periodo. C’è chi l’ha riproposta con la panna (sacrilegio per i romani) e chi invece l’ha fatta semplicemente mescolando l’uovo sbattuto nella padellata con il condimento e la pasta. beh, in entrambi i casi, un vero romano non approverebbe.
Beh, detto da un napoletano alle prese con la tradizionale ricetta, vi assicuro che l’impresa è stata davvero divertente soprattutto se il mentore è un capitalino doc. Il segreto, come dicevamo, sta nella lavorazione dell’uovo e de pecorino e poi, ragazzi vi prego, nessuna pancetta. Ripetete insieme a me: “Per la carbonara ci vuole il guanciale – Per la carbonara ci vuole il guanciale – Per la carbonara ci vuole il guanciale”.
Un mantra “Per la carbonara ci vuole il guanciale”, perché la differenza è davvero sostanziale e non c’è assolutamente paragone con le rivisitazioni che hanno visto in padella la pancetta, c’è chi addirittura mette a soffriggere la cipolla. Insomma, fermi tutti. Seguitemi.
2. Prendiamo una padella antiaderente e mettiamo il guanciale tagliato a pezzi e mettiamolo a rosolare. Lasciamolo su fuoco il tempo che si sciolga il grasso e lo renderemo un po’ croccante e poi spegniamo. Intanto avremo messo sul fuoco una pentola con dell’acqua salata per calare la pasta. Io calo le penne rigate. Procediamo alla cottura della pasta seguendo il tempo indicato sulla confezione.
3. Dato che si effettuerà la mantecatura nella padella, scoliamola al dente. Una volta cotta scoliamola e mettiamola nella padella con il guanciale e versiamo sopra il composto di uova. Mescoliamo energicamente, tenendo il fuoco spento, e mantechiamo perfettamente il tutto, lasciamo che le uova attecchiscano alla pasta. Che profumo, perfetta e buonissima. Impiattiamo e via, in tavola.
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