Il compost non è spazzatura che “diventa terra”: è una fermentazione controllata. Io l’ho capito quando ho iniziato con l’idea romantica del secchio pieno di bucce e mi sono ritrovata, dopo una settimana, con odore acido e moscerini.
Ho notato che il compost fallisce sempre per lo stesso motivo: si pensa che basti buttare dentro scarti e aspettare. Dopo diversi tentativi ho capito che va trattato come una ricetta tecnica: proporzioni, aria, umidità e pezzi piccoli.

Quando questi quattro fattori sono a posto, il compost non puzza, non cola e ti restituisce un ammendante stabile che ti fa risparmiare davvero sull’orto, perché riduce l’acquisto di terricci e correttivi.
Il mio metodo domestico: cosa metto, cosa evito, e come lo tengo “vivo”
Durante una mia attenta analisi personale relativa anche agli scarti dell’immondizia mi ha permesso di capire che la dimensione del pezzo cambia i tempi più di qualsiasi additivo: più piccolo è, più superficie offre ai microrganismi. Quindi taglio le bucce grandi, spezzetto torsoli, rompo i gusci d’uovo (lavati e asciutti) e non faccio strati spessi di umido. A ogni aggiunta di “verde” copro con uno strato di “marrone” come fosse una panatura: cartone a pezzetti, foglie secche, carta non patinata. Questo gesto, da solo, mi ha eliminato moscerini e odori.
Cosa evito: carne, pesce, latticini e oli. In un compost domestico piccolo attirano animali e accelerano l’anaerobiosi. Evito anche grandi quantità di agrumi tutti insieme: non sono vietati, ma ho notato che in massa acidificano e rallentano. I fondi di caffè li uso a manciate e sempre bilanciati con marroni; l’erba fresca la tratto come “concentrato”: poca e ben mescolata, altrimenti crea un tappo.
Quando è pronto e come lo uso nell’orto per risparmiare davvero
Il compost maturo non è per forza “nero perfetto”: è stabile. Ho notato che quando è pronto non riconosci più le bucce, l’odore è di sottobosco e non scalda. In stagione calda, con gestione decente, arrivo a materiale usabile in 8–12 settimane; in inverno serve più tempo. Se lo usi troppo presto, continui a decomporre nel suolo e sottrai azoto alle piante ricavato appunto da scarti alimentari come bucce, foglie, ecc…
Per risparmiare lo uso come ammendante, non come concime aggressivo: lo incorporo nei primi 10–15 cm prima dei trapianti (a occhio 2–3 kg per metro quadro) oppure lo stendo come pacciamatura leggera senza toccare il colletto. Ho notato che migliora struttura e ritenzione idrica, quindi uso meno acqua e meno terriccio comprato. Il consiglio pratico è sempre lo stesso: ogni volta che aggiungi bucce, copri con marroni; tieni i pezzi piccoli; controlla l’umidità “da spugna strizzata”; gira quando l’odore cambia. Il compost non è un miracolo: è gestione.






