Dopo le festività succede spesso la stessa cosa: ti svegli con la voglia di “ripartire”, ma non sai bene da dove. Ti senti un po’ appesantita, magari più gonfia del solito, e nella testa si affaccia l’idea di fare qualcosa di drastico, veloce, risolutivo.

È qui che il digiuno intermittente torna a fare capolino: ne parlano in tanti, sembra semplice da applicare e dà l’impressione di rimettere tutto in ordine senza troppe rinunce. Il punto è che dopo le feste può essere più complicato di quanto sembri.

Il digiuno intermittente è modo di organizzare i pasti in una finestra temporale più ristretta. C’è chi sceglie di saltare la colazione e mangiare solo da metà giornata in poi, chi fa il contrario, chi alterna giornate diverse.

Digiuno intermittente, non tutti possono farlo?

Il digiuno intermittente non tutti possono farlo, e non tutti dovrebbero provarci “a sentimento”, soprattutto appena finito il periodo delle abbuffate. Per alcune persone restringere troppo i pasti significa semplicemente arrivare al primo pasto utile con una fame nervosa che non lascia spazio a scelte equilibrate. Si finisce per mangiare di corsa, con più carboidratidi conforto”, meno verdure e poca attenzione alle porzioni. Oppure si regge fino a sera e poi si compensa, con l’effetto opposto a quello desiderato.

Ci sono poi situazioni in cui il digiuno intermittente è proprio una cattiva idea. Se sei in gravidanza o allattamento, se sei molto giovane, se sei sottopeso o se hai avuto un rapporto complicato con il cibo, restringere i pasti può peggiorare il quadro invece di migliorarlo. Lo stesso vale se assumi farmaci o convivi con patologie per cui gli orari dei pasti sono parte della gestione quotidiana: cambiare schema senza confronto con un professionista non è prudente. Anche solo il fatto di sentirsi spesso deboli, girati di testa o irritabili è un segnale che va ascoltato, non “zittito” a forza di disciplina.

Post Feste: non commettere questo errore

Il paradosso del post-feste è questo: in quel momento non serve un’ulteriore rigidità, serve regolarità. Spesso il corpo non chiede di stare più ore senza mangiare, chiede di tornare a ritmi comprensibili: pasti più semplici, meno sale, meno alcol, più acqua, più fibre, più sonno. E già questo, in pochi giorni, cambia moltissimo la sensazione di gonfiore e pesantezza.

Se il digiuno intermittente ti incuriosisce davvero, l’approccio migliore è smontare l’idea del “tutto e subito”. Inizia da una versione naturale e sostenibile: finire di cenare un po’ prima, evitare spuntini serali “automatici”, fare una colazione sensata quando arriva la fame vera. Una finestra notturna di 12 ore, per molte persone, è già un ottimo compromesso: non è drastica, non crea ansia e spesso aiuta a ritrovare equilibrio senza trasformare ogni giornata in una sfida.