L’acqua frizzante, quella con la sua effervescenza che pizzica la lingua e disseta con personalità, è diventata la compagna fedele di molte diete. La si sceglie al posto della liscia perché “fa dimagrire”, perché “sgonfia”, perché “brucia calorie”.
La scienza, però, invita alla prudenza, e la risposta alla domanda se faccia davvero dimagrire è più sfumata di quanto si creda. Numerosi studi hanno dimostrato che l’anidride carbonica può avere un effetto saziante: le bollicine rallentano lo svuotamento gastrico, contribuendo a prolungare la sensazione di pienezza e a ridurre l’appetito nei pasti successivi.

Questo significa che, se bevuta prima di mangiare, si tende ad assumere meno cibo, un piccolo aiuto nella gestione delle porzioni. Tuttavia, i benefici sulla perdita di peso derivano principalmente dall’acqua stessa e dalla sensazione di sazietà, non da un’azione diretta della frizzante sul grasso corporeo.
Le bollicine non bruciano i grassi, ma riempiono lo stomaco
L’anidride carbonica non ha il potere di sciogliere i grassi né di accelerare il metabolismo più di quanto faccia l’acqua liscia. Il suo punto di forza è la sazietà. Bere un bicchiere di acqua frizzante, magari con qualche goccia di limone, mezz’ora prima di sedersi a tavola aiuta a riempire lo stomaco e a ridurre la fame, portando a consumare meno calorie durante il pasto.
Alcuni studi hanno addirittura osservato che l’acqua frizzante può aumentare la sensazione di pienezza in modo più efficace di quella naturale. Inoltre, l’idratazione in sé è un fattore cruciale per il dimagrimento, perché un corpo ben idratato ha un metabolismo più efficiente e trattiene meno liquidi. Chi non ama bere acqua liscia e trova invece piacevole quella gassata, tende a idratarsi di più, e questo è un vantaggio. Tuttavia, l’acqua frizzante non fa miracoli da sola: se non si segue una dieta equilibrata e non ci si muove, la bilancia non si smuove.
Quando le bollicine svantaggiano e il consiglio finale
Non tutti, però, possono beneficiare di questo piccolo aiuto. L’acqua frizzante è sconsigliata a chi soffre di aerofagia, gonfiore addominale, reflusso gastroesofageo, gastrite o sindrome dell’intestino irritabile. L’anidride carbonica, in questi casi, può peggiorare la sintomatologia, causando una fastidiosa sensazione di tensione e aumentando la produzione di gas. Inoltre, è bene prestare attenzione al tipo di acqua frizzante che si sceglie: molte versioni commerciali contengono sodio, e un eccesso di sale può contrastare l’effetto drenante e favorire la ritenzione idrica.
Meglio optare per quelle a basso contenuto di sodio. Alla fine, il consiglio è di bere quella che si preferisce, purché sia senza zuccheri aggiunti, aromi artificiali o dolcificanti, che vanificherebbero ogni beneficio. Che l’acqua sia liscia o frizzante, l’importante è idratarsi. E se le bollicine aiutano a farlo più volentieri, allora ben vengano.






