Epidemia di legionella in corso, si indaga su quanto sta succedendo nel quartiere San Siro e cosa c’è da sapere, la situazione che allarma il Paese.
Epidemia di legionella, c’erano già stati dei casi in passato ma ora la cosa torna attuale con questo sta avvenendo nel quartiere San Siro di Milano. Questa zona del capoluogo lombardo è finito al centro dell’attenzione per un sospetto focolaio di legionella, un batterio noto per provocare un’infezione polmonare chiamata “malattia del legionario”.
L’ATS Città Metropolitana di Milano ha confermato 11 casi collegati alla stessa area, in via Rembrandt: otto persone risultano ricoverate e purtroppo si è registrata una vittima. Una situazione che ha comprensibilmente creato preoccupazione tra i residenti, ma che allo stesso tempo ha attivato rapidamente la macchina dei controlli.
Dopo le prime segnalazioni, i tecnici dell’ATS hanno eseguito campionamenti all’interno delle abitazioni coinvolte per verificare la presenza della legionella negli impianti idrici privati. In parallelo, sono in corso verifiche anche in luoghi esterni e impianti condominiali, per individuare una possibile fonte comune.
È importante sottolineare un punto chiave: non ci sono evidenze che il batterio provenga dall’acquedotto cittadino. L’acqua di Milano, infatti, rimane potabile e sicura. Il contagio non avviene bevendo l’acqua, ma respirando microgocce nebulizzate contaminate, come quelle prodotte da docce, rubinetti o impianti mal mantenuti.
La legionella è un batterio che si trova naturalmente nell’acqua, ma che può proliferare negli impianti artificiali quando si creano condizioni favorevoli, soprattutto ristagni e temperature tra i 20 °C e i 55 °C. Per questo motivo gli impianti idrici poco utilizzati, i soffioni delle docce incrostati o le torri di raffreddamento mal manutenute possono rappresentare un rischio.
Negli ultimi anni i casi sono aumentati in tutta Europa: in Italia, nel 2022, se ne sono registrati oltre 3.900, un numero raddoppiato in dieci anni. Tra le possibili cause ci sono anche la crescente diffusione di impianti di climatizzazione e sistemi complessi presenti soprattutto nelle grandi città.
Anche se il focolaio è circoscritto e monitorato, l’occasione è utile per ricordare alcune buone pratiche consigliate dagli esperti per limitare la proliferazione della legionella negli impianti domestici:
Per gli impianti centralizzati più complessi – come torri evaporative o centrali termiche condominiali – sono invece necessari interventi professionali di manutenzione e disinfezione.
Le indagini dell’ATS continueranno finché non verrà individuata l’origine del contagio. Al momento non emergono segnali che facciano pensare a un rischio generalizzato o a una trasmissione interumana. Resta però un episodio significativo, che mette in luce l’importanza della manutenzione degli impianti idrici, soprattutto in contesti urbani densamente abitati.
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