Un nuovo richiamo alimentare interessa il latte Granarolo, con il ritiro immediato di alcuni lotti dai punti vendita per motivi di sicurezza.

Il provvedimento riguarda specifiche confezioni di latte per la prima infanzia, destinate a un pubblico particolarmente sensibile e tutelato da controlli rigorosi.
L’attenzione dei consumatori è fondamentale: verificare lotto e data di scadenza diventa un passaggio essenziale per evitare qualsiasi rischio.
Cosa è successo e perché è scattato il richiamo
Il ritiro dagli scaffali del latte Granarolo è stato disposto in via precauzionale dopo l’individuazione di una possibile non conformità che riguarda la sicurezza del prodotto. Si tratta di latte di proseguimento, un alimento destinato ai bambini dopo il primo anno di età, per il quale gli standard di qualità e sicurezza sono particolarmente stringenti. Proprio per questo, ogni segnalazione viene gestita con la massima attenzione e porta, quando necessario, al richiamo immediato dei lotti interessati. La decisione di intervenire rapidamente è una misura di tutela, pensata per proteggere i consumatori più piccoli.
Il richiamo non nasce da segnalazioni di malesseri o effetti avversi, ma da controlli interni e verifiche che hanno evidenziato un potenziale problema legato alla composizione del prodotto. In casi come questo, la procedura prevede il ritiro preventivo per evitare che un alimento non pienamente conforme resti in commercio. Si tratta di una pratica prevista dalle norme sulla sicurezza alimentare, che punta a intervenire prima che si verifichino conseguenze.
Quali prodotti sono coinvolti e cosa devono fare i consumatori
Il richiamo interessa specifici lotti di latte di proseguimento a marchio Granarolo, riconoscibili attraverso le informazioni riportate sulla confezione. Proprio per questo motivo, chi ha acquistato recentemente questo tipo di prodotto è invitato a controllare con attenzione etichetta, lotto e termine minimo di conservazione. È importante non consumare il latte appartenente ai lotti segnalati e attenersi alle indicazioni fornite, che prevedono la restituzione del prodotto al punto vendita. Il rimborso o la sostituzione sono garantiti, anche in assenza dello scontrino.
Ecco i numeri dei lotti specifici interessati dal richiamo del latte Granarolo per possibile contaminazione microbiologica (prodotto Latte BF 2 UHT, latte di proseguimento per l’infanzia):
Lotti richiamati e rispettive scadenze:
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Lotto Q5185B– – Termine minimo di conservazione 30/03/2026
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Lotto Q5312B– – Termine minimo di conservazione 04/08/2026
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Lotto Q5351B– – Termine minimo di conservazione 12/09/2026
Tutte le confezioni di Latte BF 2 UHT Granarolo Bimbi con questi numeri di lotto e termine minimo di conservazione rientrano nel richiamo precauzionale e non devono essere consumate.
Se ne hai in casa una confezione con questi lotti, è consigliato non utilizzarla e restituirla al punto vendita anche senza scontrino per rimborso o sostituzione
Perché i richiami alimentari sono uno strumento di tutela
I richiami come quello che coinvolge Granarolo possono generare preoccupazione, soprattutto quando riguardano prodotti destinati ai bambini. Tuttavia, è importante leggere questi interventi anche come il segnale di un sistema che funziona. I controlli lungo la filiera alimentare sono costanti e prevedono verifiche sia prima che dopo la messa in commercio. Quando emerge anche solo un dubbio sulla conformità di un alimento, la scelta più responsabile è quella di procedere al ritiro. La prevenzione è sempre preferibile all’emergenza.
Nel caso degli alimenti per l’infanzia, le soglie di attenzione sono ancora più elevate. Latte di proseguimento, latti formulati e prodotti simili devono rispettare parametri nutrizionali e qualitativi molto precisi. Una minima variazione può rendere necessario un approfondimento e, se opportuno, un richiamo. Questo non significa automaticamente che il prodotto sia pericoloso, ma che non rispetta al cento per cento gli standard previsti. La trasparenza in questi casi è un dovere verso le famiglie.
Il richiamo del latte Granarolo si inserisce proprio in questo contesto: un’azione preventiva, comunicata in modo chiaro, che invita a controllare e, se necessario, a restituire il prodotto. Per chi non è coinvolto, non cambia nulla; per chi lo è, basta seguire poche indicazioni. In entrambi i casi, il messaggio è lo stesso: la sicurezza alimentare passa anche da questi interventi, che tutelano la salute e rafforzano il rapporto di fiducia tra aziende e consumatori. Un richiamo non è una sconfitta, ma una forma di responsabilità.






