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Il Principe William scivola sul pranzo diplomatico… altro modello sostenibile | Ha rovinato tutto

Bruttissimo momento per il Principe William, un pranzo importante e sostenibile stava per trasformarsi in un cataclisma, rivelandosi una clamorosa caduta di stile non prevista.

Un pranzo “sostenibile” Per William si è trasformato in un vero e proprio caso diplomatico. A essere coinvolto? Nientemeno che il Principe William, durante il suo recente viaggio in Amazzonia per promuovere il celebre Earthshot Prize. Ma non è stato il discorso sulla sostenibilità a far discutere, bensì… il menù. Sì, hai capito bene.

Incidente diplomatico in tavola per William – RicettaSprint.it

La richiesta di servire solo piatti vegani ha fatto infuriare uno degli chef più noti del Brasile, che ha rifiutato di partecipare, denunciando una totale mancanza di rispetto verso la cultura del luogo. E da lì, si è scatenato un dibattito che va ben oltre la cucina.

Pranzo e incidente diplomatico per William: che notizia terribile…

L’intento era nobile quello del Principe e degli altri partecipanti all’evento: celebrare l’ambiente e le buone pratiche per salvare il pianeta. Ma proprio lì, tra le meraviglie della foresta amazzonica, è scoppiata la polemica. Lo chef Saulo Jennings, da anni in prima linea per promuovere una cucina locale e sostenibile, era stato invitato a partecipare all’evento, portando in tavola i sapori autentici della sua terra.

Per l’occasione si era proposto di cucinare il “pirarucu”, un pesce d’acqua dolce pescato secondo pratiche rigenerative, simbolo dell’equilibrio tra uomo e natura. Ma gli è stato chiesto di rinunciare. Il motivo? Il menu doveva essere rigorosamente vegano, per scelta della casa reale.

“Come chiedere di suonare jazz…”

Dopo la richiesta, però, lo chef Jennings si è rifiutato categoricamente motivando così la sua fuori uscita con un paragone che ha lasciato tutti senza parole: “È come chiedere agli Iron Maiden di suonare jazz”, ha dichiarato, sottolineando come la sostenibilità non debba diventare una regola rigida, ma piuttosto un’armonia tra cultura, ambiente e tradizione.

Lo chef ha poi sottolineato che, in relazione all’Amazzonia, sostenibile non vuol dire necessariamente vegano. Qui, la pesca del pirarucu non solo non danneggia l’ecosistema, ma rappresenta una risorsa fondamentale per le comunità locali. Tagliarla fuori significa ignorare completamente il contesto in cui ci si trova.

In men che non si dica ecco che i riflettori sono tutti posti sulla scelta del Principe William, pur animata dalle migliori intenzioni, ha mostrato come anche il buonismo ecologista possa diventare controproducente. Il Princioe del Galles è stato ampiamente criticato proprio per la scelta di un menù vegano in una terra che vive di pesca rigenerativa e agricoltura locale può risultare, oltre che incoerente, anche offensivo.

Francesca Guglielmino

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Francesca Guglielmino

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