Attenzione, attenzione, attenzione alla macchinetta del caffè… non è morta, puoi ancora resuscitarla con questo escamotage, così non dovrai cambiarla e risparmiare spendendo soldi inutilmente.
Se hai una macchinetta del caffè a cialde e da qualche giorno il caffè esce “strano”, amaro, con un retrogusto stantio o semplicemente meno profumato, la prima reazione è quasi automatica: “Si è rotta, ormai è distrutta”.
Ed è proprio qui che nasce l’errore più comune. Nella maggior parte dei casi la macchina non è affatto finita: è solo sporca nel punto che conta di più, quello che molti non puliscono mai davvero. Risultato: il caffè perde qualità e tu pensi che la macchinetta non funzioni più bene, quando invece basterebbe un lavaggio fatto come si deve per “resuscitarla”.
Le macchine a cialde sono comode ma la verità è che, anche se la cialda contiene la polvere, residui e umidità restano nel gruppo di erogazione, nel vano cialda e nel beccuccio. E quando questi residui si accumulano, con il calore diventano una patina che altera aroma e gusto. Non serve aspettare mesi per accorgersene: a volte bastano poche settimane di uso intenso.
Il problema nasce quasi sempre da tre fattori: polvere finissima che si deposita, umidità che rimane intrappolata e micro-incrostazioni che si formano nel punto di passaggio dell’acqua. Se non pulisci il compartimento cialda e la zona dove la macchina “punta” la cialda, quel fondo di caffè vecchio si scalda a ogni erogazione e rilascia un gusto rancido o bruciacchiato. È come fare un caffè nuovo sopra un caffè vecchio: anche se la cialda è fresca, l’aroma non lo sarà mai.
Ecco perché tante persone buttano via una macchina ancora buona: confondono un problema di manutenzione con un guasto vero. In realtà, nella maggior parte dei casi, la soluzione è una sola: pulizia mirata + lavaggio interno.
La prima cosa da fare è spegnere la macchina, lasciarla raffreddare e poi aprire la zona portacialda. Qui devi andare dove di solito non si guarda: guarnizioni, griglia, sede della cialda e beccuccio. Con un panno umido o carta da cucina rimuovi i residui visibili, poi passa uno spazzolino morbido o una spazzolina piccola nelle fessure. Non serve grattare con forza: serve costanza e precisione.
Subito dopo fai la parte che cambia davvero il sapore: il lavaggio “a vuoto”. Riempì il serbatoio con acqua fresca e fai partire 2–3 erogazioni senza cialda, come se stessi preparando il caffè. Questo serve a portare via residui interni e a pulire il circuito. Se il primo getto esce con odore strano o con acqua leggermente scura, è esattamente la prova di quello che stavi bevendo nel caffè.
A questo punto asciuga bene il vano cialda e lascia aperto qualche minuto: l’umidità è una delle cause principali dell’odore “stantio”. Poi prepara un caffè di prova. Nove volte su dieci la differenza è immediata: profumo più pulito, crema più stabile, gusto più chiaro e meno amaro “sporco”.
È una pulizia più accurata (smontando ciò che è removibile e lavandolo) è ideale farla con regolarità, soprattutto dopo periodi di uso intenso.
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