C’è un momento in cui il vino è perfetto: due dita nel calice, cena buona, chiacchiere leggere. Poi però capita la fregatura: ti svegli con il classico mal di testa da vino e ti chiedi se valga la pena rinunciare del tutto.
La buona notizia, nella vita reale, è che spesso non serve “privarsene completamente”: serve capire cosa lo scatena e cambiare due o tre abitudini da cucina e da tavola. Il vino, infatti, non dà mal di testa a tutti allo stesso modo. A volte è la quantità, a volte la disidratazione, a volte il tipo di vino scelto o ciò che ci abbini. E la differenza tra una serata piacevole e una mattina a pezzi sta spesso in dettagli che puoi gestire.

Il mal di testa dopo il vino può essere un mix di fattori: alcol che disidrata, sonno più leggero, zuccheri (soprattutto in alcuni vini), e quella combinazione micidiale che si crea quando bevi a stomaco vuoto o con cibi molto salati. Non è questione di “essere deboli”: è fisiologia. Ed è per questo che la strategia migliore non è eliminare il vino, ma renderlo meno “aggressivo” per il corpo.
L’errore più comune: vino senza acqua e senza cibo vero
Il vino a stomaco vuoto è un acceleratore. Se lo bevi quando hai saltato la merenda o arrivi a cena affamata, l’effetto è più rapido e spesso più pesante. Anche l’acqua è decisiva: un bicchiere d’acqua durante la cena, o alternato al vino, cambia davvero la mattina dopo.
Non perché “magicamente” annulla l’alcol, ma perché riduce la disidratazione che spesso è una delle cause principali del mal di testa.
Come bere vino “con stile” senza farti venire il mal di testa
La prima regola è scegliere bene il momento: vino con il pasto, non prima. Se ti piace l’aperitivo, meglio qualcosa di leggero e sempre con stuzzichini veri, non solo due patatine. La seconda regola è la misura: non serve contare ossessivamente, ma darsi un limite chiaro aiuta. Un calice goduto bene vale più di due bevuti in fretta.
La terza regola è la scelta del vino. Molte persone notano più mal di testa con vini molto strutturati o molto ricchi, e con alcuni rossi. Se ti succede spesso, prova a cambiare stile: rossi più leggeri, oppure bianchi secchi più semplici, sempre di buona qualità. Anche la componente “dolce” può pesare: vini abboccati o molto alcolici danno più facilmente quella sensazione di testa piena il giorno dopo.
Poi c’è l’abbinamento, che in un magazine di cucina conta: se bevi vino con cibi molto salati (salumi, formaggi stagionati, snack), trattieni più liquidi e il corpo ti chiede acqua. Se invece lo abbini a un piatto completo – proteine, verdure, carboidrati – lo “reggi” meglio. Il vino non va demonizzato, ma va accompagnato.
Prima di andare a letto, un bicchiere d’acqua e qualcosa di semplice da mangiare se sei a stomaco vuoto: una fetta di pane tostato, uno yogurt, una banana. Non è un “rimedio”, è un modo per evitare di dormire disidratata e con glicemia ballerina. Anche il sonno ne beneficia.





