Dire “è tutta colpa di quello che mangi” è una scorciatoia che fa clic, ma nella vita vera serve precisione: mal di testa, capogiri e vertigini possono avere tante cause.
Però può capitare di vivere il quotidiano come se fossimo costantemente sulle montagne russe… colazione dolce, pranzo veloce, snack a metà pomeriggio, poi improvvisamente calo di energia, testa pesante, fame nervosa e sensazione di instabilità. In questi casi il cibo non è l’unico colpevole, ma può essere il detonatore più frequente: i picchi di glicemia e, soprattutto, i crolli successivi.
La risposta risiede davvero in quello che mangi. Pasti ricchi di zuccheri semplici e farine raffinate entrano nel sangue in fretta e ci portano in up con un mix di energia che scende subito dopo, mettendoci ko. La glicemia sale, il corpo risponde con insulina per riportarla giù. Se l’ondata è forte e il pasto è povero di fibra e proteine, la discesa può essere rapida: ed è lì che arrivano i sintomi “da non darti pace”. Non è sempre ipoglicemia clinica, ma può essere una fluttuazione che il sistema nervoso percepisce come allarme: tremore leggero, sudorazione, irritabilità, testa che pulsa, senso di vuoto.
Da cosa sono dovuti i picchi e perché non te ne accorgi subito
I picchi non dipendono solo da “mangiare zucchero”. Dipendono anche dal contesto: mangiare carboidrati da soli, saltare i pasti, bere bibite zuccherate o succhi “senza fame”, fare colazione solo con biscotti o cereali dolci, sgranocchiare continuo durante il giorno. Ho notato che la combinazione più comune è questa: poche proteine al mattino e troppe calorie liquide (cappuccino zuccherato, succhi, tè con zucchero). Il cervello si accende, poi si spegne.
Anche il “finto sano” conta: yogurt alla frutta, barrette, crackers, pane bianco con marmellata. Non sono veleni, ma se diventano la base quotidiana, creano oscillazioni. E quando oscillazioni e stress si sommano, i sintomi si amplificano.
Come cambiare alimentazione senza vivere a insalata
La strategia non è eliminare i carboidrati, è cambiare velocità. Il primo passo è costruire pasti con una base proteica e una quota di fibra. A colazione, per esempio, yogurt bianco con frutta e frutta secca, oppure uova e pane integrale, oppure porridge d’avena senza zuccheri aggiunti. A pranzo e cena: metà piatto verdure, una fonte di proteine (legumi, pesce, carne bianca, tofu) e un carboidrato scelto (riso, pasta, patate) in porzione sensata.
Il secondo passo è gestire gli snack: se ti servono, devono stabilizzare, non rilanciare il picco. Quindi frutta intera (non succo), una manciata di mandorle, un pezzetto di formaggio, hummus con verdure. E se hai voglia di dolce, meglio dopo un pasto completo che da sola “a stomaco vuoto”.
Ultimo punto, quello più importante: se capogiri e vertigini sono continui, non attribuirli solo al cibo. Parla con il medico, soprattutto se hai svenimenti, tachicardia, perdita di peso, anemia, pressione bassa o sospetto di diabete. L’alimentazione può sistemare molte oscillazioni, ma quando il corpo insiste, merita un controllo vero.





