Sale a quattrocento il numero delle persone intossicate dalle insalate contaminate, vendute nella catena del famoso fast food. Dopo le prime segnalazioni l’azienda americana aveva dato disposizioni per il ritiro immediato dei prodotti dal mercato: nonostante questo si sono susseguiti numerosi altri casi che hanno fatto immediatamente scattare l’allarme.
All’origine della contaminazione, secondo le analisi effettuate, dovrebbe esserci il cyclospora cayetanensis, un parassita che intacca soprattutto i cibi freschi, come lattuga e pomodori, quando non conservati in ambienti perfettamente asettici. L’agente patogeno che avrebbe causato l’infezione provoca sintomi facilmente confondibili con altre comuni patologie ed occorre un esame specifico per individuarlo.
La coesistenza di uno o più dei segnali che caratterizzano l’infezione però, può indicare chiaramente la necessità di rivolgersi ad un medico. Ciò soprattutto quando persistono per diversi giorni, se non addirittura settimane. Coloro che hanno contratto l’infezione hanno manifestato diarrea, perdita di appetito e peso, nausea, affaticamento e febbricola anche dopo un mese dall’assunzione del prodotto. Dal canto suo il colosso americano ha sostituito le insalate “condannate” e ritirato le giacenze in oltre 15 Stati. Un periodo difficile per Mc Donald’s: risale infatti a meno di un mese fa la campagna di Animals Equality a Times Square, che svelava il trattamento dei polli negli allevamenti che forniscono la carne per i prodotti della catena di fast food.
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